News | 08 febbraio 2026, 15:43

Quando il turismo soffoca la montagna. La sfida delle acque reflue e i rimedi tecnologici

A Bolzano, il convegno promosso da Kessel con CAI e HGV fa il punto sulla crisi idrica generata dall’overtourism nelle Alpi. Focus su degrassatori e sistemi di drenaggio per rifugi e hotel: 19 febbraio al Noi Techpark Südtirol, con crediti formativi per ingegneri e geometri.

Quando il turismo soffoca la montagna. La sfida delle acque reflue e i rimedi tecnologici

BOLZANO – L’overtourism non è solo una folla nelle piazze o code infinite sui sentieri. Il suo impatto più insidioso e meno visibile si nasconde sottoterra, nelle reti fognarie e negli impianti di depurazione delle località montane, messi a dura prova da flussi turistici concentrati e sproporzionati rispetto alla capacità di carico del territorio. È questa la premessa del convegno formativo “Innovazione e progettualità per un’edilizia sostenibile nelle strutture ricettive. Focus: sistemi di drenaggio e scarico”, in programma giovedì 19 febbraio 2026 dalle ore 14 presso il Noi Techpark Südtirol di Bolzano.

L’evento, promosso da Action Group e Infoprogetto con l’azienda specializzata Kessel, si rivolge a progettisti, geometri e ingegneri (sono previsti 4 crediti formativi professionali) chiamati a gestire un’emergenza strutturale. I numeri, infatti, parlano chiaro. Secondo dati UNWTO, il turismo montano rappresenta una fetta significativa (tra il 9% e il 16%) dei flussi turistici globali. Tuttavia, questi flussi si concentrano in finestre temporali brevissime: in molte località alpine, i picchi stagionali moltiplicano la popolazione residente anche di dieci volte. Uno studio dell’OECD rivela che oltre il 60% delle destinazioni montane europee ad alta attrattività registra criticità specifiche legate alla gestione dell’acqua, dei reflui e dei rifiuti.

L’Alto Adige, motore turistico di prim’ordine, non fa eccezione. La pressione sugli impianti è stata documentata da inchieste della stampa locale e da un servizio RAI sulla Val Pusteria, che ha evidenziato un aumento anomalo dei carichi di grasso di origine alimentare negli scarichi. Queste sostanze, non adeguatamente intercettate, finiscono per intasare le reti fognarie, aumentare esponenzialmente i costi di manutenzione e compromettere l’efficienza dei depuratori. Un problema che travalica i confini nazionali, come dimostra un recente reportage della BBC che ha denunciato l’accumulo di circa 100 tonnellate di grassi nelle fognature di Londra.

«La sostenibilità nelle strutture ricettive passa dalla capacità degli impianti di reggere carichi reali, spesso molto superiori a quelli per cui sono stati originariamente progettati», spiega Claudio Ponte, Country Manager di Kessel Italia. «L’iperturismo, soprattutto in montagna, concentra in pochi mesi consumi e scarichi che mettono sotto stress reti e depuratori. La progettazione impiantistica deve tenerne conto fin dall’inizio, adottando soluzioni adeguate per la ristorazione, anche in contesti estremi come rifugi alpini o strutture in quota».

Il programma del convegno è strutturato per offrire una risposta articolata a questa complessa sfida. Dopo i saluti introduttivi affidati all’ing. Claudio Sartori, vicepresidente del CAI di Bolzano, e allo stesso Claudio Ponte, la parola passerà all’ing. Michael Pichler, direttore del Settore Gestione Costruzioni di HGV, l’associazione di categoria per hotel e ristoranti dell’Alto Adige. Pichler illustrerà l’importanza delle tecnologie innovative per la gestione idrica nelle strutture alberghiere. A seguire, l’ingegnere civile Roman Bodner affronterà il tema “Rifugi alpini sotto l’aspetto dei cambiamenti climatici e della sostenibilità”, analizzando le sfide progettuali imposte dai nuovi regimi climatici e dai flussi turistici.

Nel pomeriggio, i periti industriali di Kessel entrerano nel cuore delle soluzioni tecniche. Lino Caspani offrirà una panoramica sui sistemi di drenaggio dell’azienda, con un focus specifico per i contesti montani. Successivamente, assieme all’ing. Thomas Schwarzbaecker, presenterà nel dettaglio i degrassatori “Self Disposal” e i sistemi di smaltimento dei rifiuti organici della ristorazione, progettati per gestire efficacemente carichi discontinui e situazioni logisticamente complesse, come quelle dei rifugi in alta quota.

L’evento rappresenta quindi un momento cruciale di confronto tra mondo tecnico, associazionismo (CAI) e industria (HGV), con l’obiettivo di tradurre l’allarme per l’overtourism in concrete strategie di adattamento impiantistico. La sostenibilità della montagna, conclude l’organizzazione, dipende sempre di più dalla capacità di proteggere non solo i suoi paesaggi in superficie, ma anche le sue fragili infrastrutture nel sottosuolo.

Redazione