MESSINA – Un monumento alla resilienza, custode silenzioso di una memoria collettiva, sta per tornare a raccontare la sua storia. A Messina sono ufficialmente partiti i lavori di restauro conservativo della baracca in legno realizzata nel 1909 all’Annunziata, simbolo fisico e struggente della ricostruzione successiva al catastrofico terremoto del 28 dicembre 1908, che rase al suolo la città e provocò decine di migliaia di vittime. La Struttura Commissariale per il Risanamento di Messina, guidata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, ha affidato l’intervento che, in circa due mesi, restituirà dignità a questa costruzione storica, disabitata da decenni ma mai dimenticata.
Il restauro della baracca non è un semplice atto di manutenzione edilizia, ma un gesto dal profondo valore civico e identitario. Rappresenta il punto di incontro tra il dovere della memoria e il dinamismo di una città che, lentamente ma concretamente, sta cercando di voltare pagina da un passato segnato da degrado e abbandono. "Le attività di risanamento – afferma il presidente Schifani – stanno cancellando ferite che per decenni hanno segnato Messina. Le baraccopoli stanno lasciando spazio a un diverso modo di fruire il territorio". In questo contesto, la baracca del 1909 assume un significato duplice: è il ricordo tangibile dell’origine di quelle stesse baraccopoli, nate come soluzione d’emergenza e poi cristallizzatesi in disagio, ma è anche l’emblema della tenacia di una comunità. "Rappresenta le radici di una comunità che all’indomani del terremoto ha saputo rialzarsi – prosegue Schifani –. Il restauro è un modo per mantenere viva la memoria di chi in quei giorni ha perso tutto ma non si è arreso".
Parallelamente al restauro della testimonianza storica, avanza il progetto complessivo di risanamento e riqualificazione urbana, con buone notizie sul fronte degli alloggi. Dopo i campionamenti del terreno e il successivo via libera dell’ARPA, il sito di Fondo Saccà ha ottenuto la certificazione conclusiva della bonifica. Questo passaggio cruciale permetterà di affidare i lavori per la costruzione di 40 nuovi alloggi residenziali, progettati secondo criteri di sostenibilità ambientale e con l’impiego di tecnologie innovative. Un intervento simile a quello già in corso nel vicino quartiere di Fondo Basile, dove sta sorgendo un complesso abitativo "green", segnale di una nuova attenzione alla qualità della vita e all’impatto ambientale.
L’opera di trasformazione coinvolge anche gli spazi verdi e di aggregazione sociale. Un passo in avanti significativo è stato compiuto per la riqualificazione del Parco Magnolia, nella zona di Giostra. Il Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti ha infatti approvato il piano di analisi dei rischi, documento propedeutico all’avvio dei lavori. Il progetto esecutivo prevede non solo opere di bonifica, ma un intervento integrato che coniuga tutela del patrimonio storico-naturalistico e creazione di servizi per la cittadinanza. L’area, che ospita un maestoso ficus secolare e i resti della storica Villa De Gregorio (entrambi sotto tutela della Soprintendenza), sarà restituita alla città come uno spazio polifunzionale destinato allo sport, al gioco, alla socializzazione e alla semplice fruizione ricreativa.
Il quadro che emerge è quello di una città al lavoro su più fronti: dalla conservazione della memoria storica, incarnata dalla fragile struttura di legno della baracca, alla costruzione di un futuro più sostenibile e vivibile, fatto di case efficienti e spazi pubblici rigenerati. Due linee temporali che si intrecciano, dimostrando come il riscatto di Messina passi sia dalla cura delle proprie radici e della propria storia, sia dal coraggio di progettare con visione moderna il suo domani.




