POTENZA – Un filo ideale, intessuto di spiritualità, tutela ambientale e identità territoriale, unisce le verdi montagne della Basilicata alle foreste secolari dell’Abbazia di Vallombrosa, in Toscana. Questo legame si concretizzerà in un momento solenne e simbolico: l’11 luglio 2026, la Basilicata avrà l’onore di offrire l’olio per alimentare la lampada votiva di San Giovanni Gualberto, il monaco fondatore dell’Ordine Vallombrosano e patrono dell’Arma dei Carabinieri Forestali.
Il percorso verso questa significativa partecipazione è iniziato ufficialmente a Potenza, dove il presidente della Regione, Vito Bardi, ha ricevuto in visita istituzionale una delegazione di alto profilo. Ospiti dell’incontro, a cui ha preso parte anche l’assessore e vicepresidente Pasquale Pepe, sono stati l’Abate Generale dell’Abbazia di Vallombrosa, Padre Giuseppe Casetta – che ricopre anche il ruolo di Prorettore dei Carabinieri Forestali – e la Comandante della Regione Carabinieri Forestale “Basilicata”, colonnello Maria Gabriella Martino.
La scelta della Basilicata per l’anno 2026 non è casuale. Rappresenta, come emerso durante il colloquio, un riconoscimento del ruolo centrale che la regione riveste nel panorama ambientale nazionale. Una terra dove boschi, parchi e biodiversità non sono solo paesaggio, ma pilastri di un’identità e di una strategia di sviluppo sostenibile. San Giovanni Gualberto, monaco dell’XI secolo ricordato per aver intuito per primo il valore del bosco come bene collettivo da preservare, trova qui un riflesso moderno e operoso. “È per noi un onore immenso assumere il compito di offrire l’olio che alimenterà la fiamma del Santo”, ha dichiarato il presidente Bardi. “Nel 2026 la Basilicata si farà portavoce di un messaggio universale: la cura dell’ambiente è una missione quotidiana che condividiamo con i Carabinieri Forestali, instancabili custodi del nostro patrimonio verde”.
L’evento dell’11 luglio a Vallombrosa sarà molto più di una cerimonia religiosa. Si trasformerà in un palcoscenico di visibilità internazionale, dove l’identità lucana, fatta di paesaggi incontaminati e tradizioni antiche, si fonderà con i valori della legalità ambientale e della protezione attiva del territorio, incarnati dall’Arma Forestale. Padre Giuseppe Casetta ha sottolineato la profondità storica del legame tra la spiritualità vallombrosana e le terre del Sud, un binomio tra fede e rispetto per il creato che la Regione Basilicata intende valorizzare attraverso una serie di iniziative culturali e di promozione che accompagneranno la comunità regionale verso il pellegrinaggio in Toscana.
Questa designazione corona un percorso di attenzione alle tematiche ambientali che vede la Basilicata in prima linea. Una regione che custodisce parte significativa del patrimonio forestale italiano e che, attraverso i suoi Parchi Nazionali (Pollino e Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese) e le sue riserve, pratica concretamente quella cultura della sostenibilità che San Giovanni Gualberto ante litteram professava. La collaborazione con i Carabinieri Forestali, rappresentata dalla presenza del colonnello Martino, è un tassello fondamentale di questa governance del territorio, che unisce prevenzione, vigilanza e sensibilizzazione.
L’appuntamento del 2026 diventa così un faro temporale che illumina un impegno costante. Non solo un giorno di celebrazione, ma il simbolo di un’alleanza quotidiana tra istituzioni, forze dell’ordine specializzate e comunità, uniti nella difesa di un bene prezioso e non rinnovabile: l’ambiente. La fiamma alimentata dall’olio lucano brucerà come promessa e monito, ricordando a tutti che la protezione della natura è un dovere morale e civico, eredità di un monaco del Mille e imperativo per il futuro.




