News - 05 febbraio 2026, 11:27

Frana di Niscemi, corsa contro il tempo per mettere in sicurezza il patrimonio storico-artistico

Il sopralluogo della Soprintendenza e della Regione Siciliana ha verificato lo stato di chiese e palazzi. Le opere d'arte mobili della Chiesa delle Grazie saranno trasferite. La biblioteca con 5mila volumi è ancora inaccessibile in zona rossa.

Frana di Niscemi, corsa contro il tempo per mettere in sicurezza il patrimonio storico-artistico

NISCEMI (CL) – Dopo il dramma sociale delle centinaia di sfollati, a Niscemi si apre la partita per la tutela della sua memoria storica. La Soprintendenza per i beni culturali di Caltanissetta, su disposizione dell’assessore regionale Francesco Paolo Scarpinato, ha completato un primo sopralluogo nel centro storico per verificare l’impatto della frana sul patrimonio artistico e architettonico. Un’operazione di soccorso culturale, parallela all’assistenza alle famiglie, per preservare l’identità di una comunità già provata da un evento descritto come "un avvertimento politico, ambientale e sociale" da alcuni comitati locali.

I tecnici si sono concentrati sui luoghi più significativi. La Chiesa di Maria Santissima delle Grazie, sebbene si trovi ai margini della zona rossa e non mostri al momento visibile cedimenti strutturali, è stata oggetto di un intervento precauzionale. «In accordo con la Curia e i vigili del fuoco», ha spiegato la soprintendente Daniela Vullo, «abbiamo ritenuto opportuno spostare i beni mobili di pregio». Alcuni dipinti e statue sono stati catalogati e saranno trasferiti in sicurezza nei prossimi giorni nei locali della Curia o al Museo civico.

La ricognizione si è estesa al centro storico, costellato di palazzi di interesse storico. Tra questi, solo Palazzo Iacona di Castellana risulta vincolato nella sua interezza. Maggiore preoccupazione desta invece la situazione della biblioteca comunale "Angelo Marsiano", che custodisce un prezioso fondo di circa 5mila volumi sulla storia locale. L'edificio, ubicato in piena zona rossa, non è stato ancora accessibile. La Soprintendenza sta collaborando con Protezione Civile e vigili del fuoco, fornendo planimetrie per valutare la possibilità di un recupero dei volumi non appena le condizioni di sicurezza lo consentiranno.

«Abbiamo messo in campo ogni azione utile alla tutela del patrimonio culturale», ha sottolineato l’assessore Scarpinato, «e grazie alla sinergia tra enti contiamo di arrivare nel più breve tempo possibile alla messa in sicurezza di tutti i beni, testimonianza preziosa della nostra storia». Il sopralluogo si inserisce in un contesto di emergenza ancora vivo: domenica 1° febbraio, un nuovo cedimento del terreno è stato catturato in diretta da un drone, a dimostrazione della dinamicità del dissesto.

La frana, che si estende per circa 4 chilometri, ha letteralmente tagliato in due una strada, lasciando alcune case sul ciglio di un burrone e portando all’evacuazione di oltre 1.500 persone. Per molti di loro, il ritorno a casa appare ormai un'ipotesi remota, dato che gli esperti ritengono che gli smottamenti non siano terminati e che la frana "è destinata ad avanzare, compromettendo le costruzioni, fino a trovare un equilibrio". La zona rossa è stata estesa di ulteriori 50 metri.

Questo evento calamitoso ha riacceso forti polemiche sul territorio. Il movimento No MUOS, da anni contrario alla presenza della grande base militare statunitense NRTF con il sistema di telecomunicazioni MUOS, sottolinea come la frana non sia una coincidenza ma il frutto di "scelte politiche stratificate" e della "militarizzazione permanente" di un'area fragile. Il movimento denuncia l'assenza di un'adeguata pianificazione territoriale e il fatto che, mentre il centro abitato è evacuato, i lavori di messa in sicurezza all'interno della base militare procederebbero senza intoppi.

Mentre le istituzioni culturali lavorano per salvare quadri, statue e libri, la comunità di Niscemi si prepara a una mobilitazione. Per domenica 8 febbraio è infatti annunciata una manifestazione pubblica dal titolo "Niscemi non cade – La parola ai niscemesi", per rivendicare "diritti, sicurezza e partecipazione democratica". La protezione delle pietre storiche va di pari passo con la richiesta di futuro e attenzione per una popolazione che si sente esposta e, a tratti, abbandonata.

Redazione

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