CAGLIARI – Con un investimento complessivo di oltre 35 miliardi di euro nel triennio 2026-2028, la Regione Sardegna traccia la rotta del proprio futuro. Il Consiglio Regionale ha approvato la mattina del 30 gennaio la legge di Bilancio, una manovra definita "politica" e fortemente concentrata su sanità, servizi essenziali, sviluppo economico e sostegno alle nuove generazioni. L’approvazione, avvenuta in un clima di convergenza tra maggioranza e opposizione su alcuni temi chiave, segna un passo importante per l'amministrazione guidata dalla Presidente Alessandra Todde.
"Parliamo di oltre 12,5 miliardi di euro per il 2026 che intervengono su capitoli centrali per la vita dei sardi", ha dichiarato la Presidente Todde subito dopo il voto. "Circa 4 miliardi e 300 milioni sono destinati alla sanità, 900 milioni ai trasporti, oltre 400 milioni al lavoro e allo sviluppo economico. Temi che incidono ogni giorno sulla vita delle persone". Il confronto in Consiglio ha prodotto risultati concreti, come il rafforzamento del Fondo Unico dei Comuni e lo stanziamento di 15 milioni di euro per le emergenze causate dal ciclone Harry, dimostrando che "quando si lavora sui bisogni reali dei cittadini, si possono trovare soluzioni condivise".
La tutela della salute si conferma la priorità assoluta, assorbendo quasi la metà delle risorse disponibili per il 2026, per un totale di 4,29 miliardi di euro. Gli obiettivi sono ambiziosi e mirano a rispondere alle esigenze più sentite dai cittadini: riduzione delle liste d’attesa, rafforzamento dell’assistenza domiciliare integrata e potenziamento della sanità territoriale e dei servizi di prossimità. Si tratta di un investimento cruciale per garantire un servizio pubblico accessibile e di qualità sull’intero territorio regionale.
La manovra riserva un’attenzione particolare alle nuove generazioni e alla crescita economica. Per lavoro e formazione professionale sono stanziati 287 milioni di euro, a cui si aggiunge un investimento simbolico e concreto per la sicurezza con 5 milioni annui per il "Patto di Buggerru". La scuola, l'università e il diritto allo studio ricevono 239 milioni, con un rafforzamento del fondo per il funzionamento degli atenei sardi. Il pacchetto per lo sviluppo economico, competitività ed energia ammonta a 587 milioni, con una dotazione di 100 milioni nel triennio destinata a contratti di investimento per attrarre capitali privati.
Un secondo pilastro strategico è il sostegno agli Enti Locali, che nel 2026 riceveranno complessivamente 851 milioni di euro. Oltre ai trasferimenti ordinari, sono previsti fondi specifici per servizi essenziali come il trasporto scolastico, l’assistenza agli alunni con disabilità e la manutenzione della viabilità locale. In linea con questi obiettivi, il contrasto allo spopolamento viene affrontato come una priorità trasversale, con misure rafforzate per i piccoli Comuni sotto i 5.000 abitanti e incentivi per famiglie e attività economiche nei territori interni.
"Siamo partiti con risorse economiche ridotte, ma abbiamo individuato delle priorità e su quelle abbiamo investito", ha spiegato l’assessore della Programmazione e Bilancio, Giuseppe Meloni. "Grazie a un accordo con lo Stato, abbiamo già ottenuto risorse aggiuntive per 1,07 miliardi di euro che ci consentiranno, già nelle prossime settimane con una variazione di bilancio, di rafforzare ulteriormente gli interventi". La direzione, ha concluso l’assessore, è chiara: "garantire a famiglie e persone fragili supporto, sostenere chi manda avanti l’economia dell’isola, dare slancio e fiducia ai giovani, futuro della Sardegna".
L’approvazione della finanziaria rappresenta quindi solo il punto di partenza. La vera sfida, ora, sarà quella di tradurre in interventi concreti e misurabili questa imponente massa di risorse, per rispondere ai bisogni reali delle comunità e avviare una stagione di rilancio per tutta l’isola.




