News - 27 gennaio 2026, 10:50

Emergenza ciclone, Schifani annuncia la rivoluzione dei dirigenti: "Lasciare le scrivanie e scendere sul territorio"

Il presidente della Regione siciliana istituisce una nuova catena di comando per velocizzare gli interventi dopo i danni del ciclone Harry. Obiettivo: sostenere le imprese colpite e scongiurare un crollo del turismo

Emergenza ciclone, Schifani annuncia la rivoluzione dei dirigenti: "Lasciare le scrivanie e scendere sul territorio"

"Vigilerò sulla mobilitazione della burocrazia regionale, che dovrà dare prova di grande responsabilità e grande intelligenza".

Catania, 26 gennaio 2026 - Una nuova catena di comando interna per abbattere la burocrazia e portare la macchina amministrativa direttamente nei luoghi devastati. È la prima risposta operativa annunciata dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per affrontare l'emergenza causata dal ciclone Harry, che nei giorni scorsi ha colpito con particolare violenza le coste orientali dell'isola.

L'annuncio è stato dato al termine di un vertice in Prefettura a Catania, dopo una giornata di sopralluoghi insieme al capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina e al prefetto Pietro Signoriello. All'incontro hanno partecipato i sindaci dei Comuni costieri, i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e i responsabili del centro di coordinamento soccorsi.

«Lunedì mattina, prima di partire per il Consiglio dei ministri, presiederò un vertice per istituire questa catena di comando», ha dichiarato Schifani, sottolineando l'urgenza di un cambio di passo radicale. La sua direttiva ai vertici della pubblica amministrazione regionale è netta: «I dirigenti dovranno lasciare le scrivanie ed essere operativi sui territori».

Lo scopo è semplificare le procedure e fornire indicazioni chiare a cittadini e imprenditori su come intervenire per il ripristino dei luoghi e delle attività economiche, dal lungomare di Catania ai lidi di Acireale, fino al porto di Riposto. La prima stima dei danni in Sicilia supera i 740 milioni di euro, con le province di Catania, Messina e Siracusa tra le più colpite. Una cifra provvisoria che non include ancora i mancati redditi per le aziende.

La Regione ha già stanziato 70 milioni di euro di fondi propri per gli interventi più urgenti. Per il ristoro dei danni, Schifani ha annunciato l'intenzione di attivare l'Irfis, l'istituto finanziario regionale: «Si è già dimostrato efficiente ed efficace nell'erogazione di fondi», ha spiegato.

«Dobbiamo intervenire con celerità per lenire le sofferenze degli imprenditori», ha concluso il presidente, ponendo l'accento sulla necessità di scongiurare un calo del Pil nel settore turistico e di ripristinare al più presto le attività balneari. A tutti gli attori in campo, dai sindaci agli operatori economici, Schifani ha rinnovato l'invito a «fare sistema» con le istituzioni per superare insieme questa fase critica.

Il tutto mentre il sistema nazionale si attiva: il Consiglio dei Ministri di oggi è infatti chiamato a deliberare lo stato di emergenza per le regioni colpite dal ciclone, Sicilia, Calabria e Sardegna, con un primo stanziamento di risorse. Un passo atteso, dopo che le attività di allerta e prevenzione hanno permesso di evitare vittime nonostante la violenza dell'evento.

Redazione

SU