L’accordo e l’effetto Trump
Il 27 gennaio 2026 l'Unione Europea e l'India siglano a Nuova Delhi uno storico accordo di libero scambio. I leader presenti sono Ursula von der Leyen, António Costa e il premier Narendra Modi, sancendo un'alleanza da 136,5 miliardi di dollari (dato 2024-2025 Eurostat). Questo è l’anno degli accordi importanti stipulati dalla Commissione Europea, con l’intento di allargare il mercato europeo dopo il Mercosur. I dazi del presidente USA Donald Trump verso l’Unione Europea e India rispettivamente 15% e 25%, rappresentano l’intesa per cui i due blocchi cercano avvicinamento ove gli stati uniti diventano sempre più isolazionisti e lontani. L'Unione Europea si conferma primo partner commerciale per Nuova Delhi (12,2% degli scambi), mentre l'India rappresenta per Bruxelles il nono partner mondiale (2,2%). Le proiezioni di crescita sono promettenti e nello scenario più ambizioso, l'accordo potrebbe generare un incremento del PIL di 47,9 miliardi di euro per l'Europa e di 69,6 miliardi per l'India, con un taglio dei dazi per gli esportatori stimato in circa 4 miliardi di euro l’anno.
I temi dell’accordo tra automotive e tariffe
L’intesa vede già definiti 20 dei 24 capitoli negoziali. Il settore automotive rappresenta il maggior beneficiario di questo accordo e infatti l'India abbatterà drasticamente i dazi sulle auto europee (con valore superiore ai 15.000 euro). I dazi attuali imposti pre accordo erano intorno al 110% portandoli ad un immediato 40%, con l'obiettivo di raggiungere il 10% nel lungo periodo. Parallelamente, caleranno i dazi su vino e olio d’oliva, mentre Nuova Delhi otterrà un accesso agevolato al mercato unico per tessili, gioielli, elettronica e farmaci. Oltre alle merci, l'accordo investe massicciamente sui servizi (finanza, trasporti, servizi legali) e sulle tecnologie di frontiera come intelligenza artificiale, semiconduttori e reti 6G. È prevista inoltre un'intesa separata su difesa e sicurezza, insieme a un piano per la mobilità di studenti e professionisti qualificati. Per evitare tensioni, soprattutto successive a quelle del Mercosur, l’agricoltura e i prodotti alimentari rimangono esclusi dal pacchetto. Restano da sciogliere nodi complessi come il CBAM (la tassa sul carbonio UE) e gli standard farmaceutici, che richiederanno circa un anno di dibattito per la ratifica parlamentare.
Le opportunità per l’Italia, le imprese e l’Europa
Per l’Italia, l’apertura del mercato indiano rappresenta una grande notizia, specialmente per un settore automotive in crisi come il nostro, su cui l’industria ha visto la produzione nazionale scendere a 350.000 unità. L’abbassamento delle barriere tariffarie offre ai costruttori italiani la possibilità di recuperare volumi produttivi in un mercato tradizionalmente protetto e in fortissima espansione. Nel contesto globale segnato dalla "sovranità coercitiva" delle grandi potenze, come denunciato a Davos dal premier canadese Mark Carney, l'asse Bruxelles-Nuova Delhi è una reazione delle "potenze medie" per evitare di essere schiacciate tra la totale supremazia USA e Cina. In conclusione, diversificare i partner strategici e commerciali rimane una scelta esistenziale per l'Europa.


Patrick Chiavuzzo



