News | 27 gennaio 2026, 15:46

Boom di aperture: il 38% delle nuove Partite IVA sceglie i primi mesi dell'anno

Analisi di FidoCommercialista su quasi 9.000 clienti rivela una tendenza strategica: avviare l'attività tra gennaio e marzo massimizza vantaggi fiscali e pianificazione, evitando errori comuni e costosi

Boom di aperture: il 38% delle nuove Partite IVA sceglie i primi mesi dell'anno

Il nuovo anno in Italia non inizia solo con i buoni propositi, ma sempre più spesso con l'apertura di una nuova attività in proprio. Secondo un'analisi condotta da FidoCommercialista su un campione di quasi 9.000 clienti, il 38% delle nuove Partite IVA viene aperta nei primi tre mesi dell'anno, segnando una precisa tendenza strategica tra freelance e aspiranti imprenditori. Gennaio, febbraio e marzo si confermano il trimestre preferenziale per dare il via a un'attività, una scelta dettata non dal caso ma da una attenta valutazione fiscale e finanziaria.

«Il momento in cui si apre una Partita IVA può fare davvero la differenza — spiega Nicola Primieri, co-founder di FidoCommercialista — Anche poche settimane di anticipo o ritardo possono tradursi in migliaia di euro di imposte in più o in meno nei primi anni di attività». Questa consapevolezza sta guidando le scelte di un numero crescente di professionisti, soprattutto in settori dinamici come lo sviluppo software, il marketing digitale, la consulenza online e l'e-commerce, dove l'investimento iniziale è contenuto ma le possibilità di crescita sono elevate.

Il cuore di questa strategia temporale risiede nelle regole del regime forfettario, il regime agevolato a cui aderisce circa il 50% di tutte le nuove aperture di Partita IVA. Questo regime, accessibile fino a 85.000 euro di ricavi annui, prevede normalmente un'imposta sostitutiva del 15%. Tuttavia, per chi inizia una nuova attività e possiede specifici requisisti, è prevista un'aliquota agevolata al 5% per i primi cinque anni di attività.

Il dettaglio decisivo, spesso trascurato, è che queste agevolazioni decorrono per "periodi d'imposta" (anni solari) e non in base ai mesi effettivi di attività. Aprire la Partita IVA a novembre o dicembre, quindi, significa consumare un intero anno del prezioso quinquennio a tassazione ridotta per sole poche settimane di effettivo lavoro. «Chi inizia a gennaio sfrutta il regime agevolato per intero, pianifica meglio i ricavi e ha più controllo sui flussi di cassa», sottolinea Primieri. Al contrario, un'avvio a fine anno può attivare immediatamente obblighi contributivi e scadenze fiscali, spesso in assenza di ricavi sufficienti a coprirli.

Accanto alla scelta del momento giusto, la pianificazione richiede attenzione per evitare passi falsi che possono erodere i vantaggi. Gli esperti di FidoCommercialista identificano tre errori ricorrenti:

Sottovalutare il valore temporale delle agevolazioni: il beneficio non è solo nell'aliquota bassa, ma nella sua durata limitata. Posticipare l'apertura senza necessità riduce proporzionalmente il vantaggio fiscale complessivo.

Aprire a fine anno senza una reale necessità: farlo a dicembre solo per "bloccare" il regime è controproducente se non si hanno già contratti o entrate certe. Si rischia di sostenere costi senza guadagni.

Non coordinare regime fiscale e tempistica: la scelta del regime (forfettario, ordinario) e il momento di avvio sono decisioni strettamente interconnesse. Valutarle separatamente porta a risultati subottimali.

Il quadro degli incentivi per chi avvia un'attività si è recentemente arricchito di nuove misure. La Legge di Bilancio 2025, ad esempio, ha introdotto un bonus che prevede uno sconto del 50% sui contributi INPS per i primi tre anni per gli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti. Per i giovani under 35 è invece attivo un incentivo all'autoimpiego nei settori strategici, che può arrivare a 500 euro mensili per tre anni.

La tendenza a concentrare le aperture a inizio anno riflette una crescente professionalizzazione nell'approccio al lavoro autonomo. Non si tratta più solo di un adempimento burocratico, ma di una scelta imprenditoriale consapevole, dove una pianificazione accurata — che consideri insieme la tempistica, il regime fiscale più adatto e gli incentivi disponibili — può gettare le basi per un avvio più solido e sostenibile. In un contesto economico in trasformazione, dove i confini tra professione e impresa si fanno sempre più fluidi, questa attenzione al dettaglio fiscale può fare la differenza tra una semplice partenza e un decollo di successo.

Redazione