BRESCIA – Un passo significativo verso la definitiva messa in sicurezza dell’ex sito industriale Caffaro di Brescia. La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, ha approvato uno schema che reindirizza oltre un milione di euro per il potenziamento delle funzioni di ARPA Lombardia nell’ambito del complesso intervento di bonifica.
Le risorse, precisamente 1.085.000 euro, provengono dalle economie di spesa generate da attività già concluse nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) Brescia Caffaro e rimangono a disposizione del progetto di risanamento, grazie a fondi del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). La dotazione complessiva ministeriale resta invariata a 80,5 milioni di euro, ma viene ora ottimizzata per rafforzare il presidio tecnico-scientifico sul campo.
Il cuore del provvedimento è l’affidamento a ARPA Lombardia di un ruolo centrale e potenziato nelle fasi cruciali di decommissioning (smantellamento e decontaminazione) e bonifica. L’Agenzia regionale sarà protagonista in tre ambiti fondamentali: i campionamenti e le analisi chimiche all’interno dello stabilimento; il rafforzamento del modello idrogeologico delle falde acquifere; e il monitoraggio continuativo delle acque sotterranee per tutta la durata dei lavori.
“Con questa delibera confermiamo la necessità di procedere celermente e rafforziamo il presidio tecnico di ARPA Lombardia, la cui attività diventa necessaria per garantire la sicurezza ambientale in ogni fase dell’intervento”, ha sottolineato Maione, che presiede anche il Comitato di Indirizzo di ARPA. “Dopo decenni di attesa, i lavori entrano nel vivo grazie all’azione di Regione Lombardia che presiede il tavolo tecnico permanente e a una importante sinergia istituzionale. Si tratta di un’operazione storica per il territorio bresciano che sta finalmente per avere il via”.
Tra gli interventi finanziati, spicca una novità da 700.000 euro: l’affidamento ad ARPA del perfezionamento dei modelli di simulazione dell’andamento delle falde e del sottosuolo. Questo strumento conoscitivo, di altissima precisione, è indispensabile per prevedere e monitorare il comportamento degli inquinanti nel sottosuolo e per validare nel tempo l’efficacia degli interventi di bonifica. Sarà, in pratica, la mappa dinamica che guiderà e verificherà l’intero processo.
A questo si affianca il compito, altrettanto cruciale, di garantire un controllo costante dei parametri ambientali attraverso analisi chimiche durante tutto il delicato processo di smantellamento delle strutture industriali. Un doppio binario di azione – modellistica avanzata e monitoraggio fisico-chimico – che mira a garantire massima trasparenza, sicurezza ed efficacia alle operazioni, restituendo fiducia alla comunità bresciana.
L’intervento si inquadra nel percorso di risanamento di uno dei siti più complessi dal punto di vista ambientale in Italia, eredità di un secolo di produzione chimica. Il potenziamento del ruolo di ARPA rappresenta non solo un investimento in controlli, ma una scelta di metodo: affidare a un soggetto terzo e tecnico il compito di vigilare sull’andamento dei lavori, garantendo che gli standard di sicurezza e di qualità della bonifica siano rispettati in ogni passaggio.




