VENEZIA – Trasparenza di filiera, innovazione responsabile e formazione specializzata come pilastri per sostenere la competitività di un comparto che, solo in Veneto, muove un fatturato di circa 18 miliardi di euro e impiega 100.000 addetti. Sono questi i temi al centro dell’incontro svoltosi oggi a Venezia tra l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Massimo Bitonci, e i vertici di RIR Face Design, la Rete Innovativa Regionale dedicata al sistema moda, guidata dal presidente Bruno Conterno. Un confronto per tracciare il percorso futuro di una rete nata solo un anno fa ma che si candida a essere un modello per superare la frammentazione produttiva e valorizzare il Made in Italy.
“Le Reti Innovative Regionali rappresentano un modello vincente per superare il problema dimensionale che caratterizza molte imprese venete”, ha dichiarato l’assessore Bitonci, sottolineando la necessità di andare “oltre la singolarità dell’impresa”. Il focus è sul “fare sistema”, creando un contesto strutturato che coinvolga, oltre alle aziende, anche Camere di Commercio, istituti per l’internazionalizzazione come Finest, e il mondo della ricerca. L’obiettivo è garantire anche alle micro e piccole imprese – spesso prive di mezzi propri ma definite “patrimonio strategico” – l’accesso a formazione, sviluppo e supporto all’innovazione.
Dello stesso avviso Bruno Conterno, presidente di RIR Face Design, che ha definito la rete “un’opportunità concreta per rinforzare la competitività del settore moda”. In un momento congiunturale segnato da cambiamenti rapidi, “la condivisione di competenze e la valorizzazione della filiera diventano leve decisive”, ha aggiunto Conterno, rivelando che i primi risultati della RIR, nonostante la sua giovane età, sono già “molto incoraggianti”. La consapevolezza tra le aziende cresce: collaborare è la soluzione più efficace per restare sul mercato.
La RIR Face Design, nata nel 2025, unisce già 23 imprese del settore, le quattro università venete e un ente di ricerca. Il suo primo anno di attività è stato intenso: sono stati avviati cinque percorsi dedicati su formazione, reskilling, sostenibilità ed economia circolare, in partnership con Università Ca’ Foscari, CNR, Confindustria Veneto Est, Politecnico Calzaturiero e Umana, coinvolgendo oltre 20 aziende. Significativo anche il career day organizzato con Umana, che ha fatto incontrare più di 110 studenti con le imprese, tentando di colmare il cosiddetto “mismatch” di competenze.
La strada per il 2026 è già tracciata e prevede l’ampliamento della rete a nuovi aderenti e l’introduzione di nuovi temi strategici, in primis la trasparenza di filiera e l’accesso ai capitali. Un primo appuntamento pubblico è in calendario già il 28 gennaio a Padova, presso Villa Ottoboni, dove sarà presentato il programma dell’anno e si apriranno le porte a nuovi potenziali soci.
I numeri del comparto moda veneto spiegano l’attenzione istituzionale: 9.500 unità produttive che contribuiscono per il 17,6% al totale manifatturiero regionale. L’export supera i 9 miliardi di euro, pari al 14,4% di tutto l’export del Veneto. Cifre che confermano il ruolo chiave del settore nella bilancia commerciale nazionale e la necessità impellente di investire in innovazione, sostenibilità e competenze per difendere e accrescere questo primato a livello internazionale. La scommessa della Regione e di RIR Face Design è che la risposta ai mercati globali passi attraverso la forza della rete e l’intelligenza collettiva.




