Da un’analisi realizzata da Bravo-Fintech, realtà leader specializzata nella gestione e riparazione del credito, emerge che solo 1 italiano su 10 ha competenze finanziarie minime, ovvero la capacità di gestire operazioni quotidiane come risparmio, debito, investimenti e valutazione del rischio.
Basti pensare che l’Italia si colloca al 36esimo posto su 39 Paesi analizzati: appena il 16,6% degli italiani raggiunge il punteggio minimo di 70 punti su 100, soglia considerata accettabile dall’OCSE per una gestione finanziaria consapevole.
Queste lacune sono astratte, ma si traducono in scelte di investimento rischiose o inappropriate, difficoltà nella gestione del bilancio familiare, livelli elevati di indebitamento elevato e una diffusa incapacità di pianificare il futuro previdenziale.
A conferma di ciò, una ricerca pubblicata dal Journal of Financial Literacy and Well-Being evidenzia che una maggiore alfabetizzazione finanziaria riduca la vulnerabilità agli shock economici e migliori la capacità di pianificare spese e risparmi nel medio-lungo periodo.
Il problema, tuttavia, non è insormontabile. Richiede innanzitutto una presa di coscienza individuale: informarsi, acquisire famigliarità con i principi base della finanza.
Questo soprattutto in un contesto in cui il sistema scolastico italiano non ha ancora previsto un programma strutturato e continuativo di educazione finanziaria, a differenza di quanto accade in paesi come il Canada, quelli Scandinavi o il Giappone.
In Italia esistono diverse piattaforme autorevoli e gratuite per l'educazione finanziaria, promosse da istituzioni pubbliche e associazioni. Le principali includono “Quello che Conta” (Comitato Edufin), “L'Economia per Tutti” (Banca d'Italia), e la “FEduF”, che offrono risorse video, guide, simulazioni e corsi per migliorare la consapevolezza finanziaria e gestire il risparmio.
In un Paese in cui la complessità economica cresce più velocemente delle competenze dei cittadini, l’educazione finanziaria non può più essere considerata un tema marginale.
Non si tratta di diventare esperti di finanza, ma di acquisire gli strumenti minimi per prendere decisioni consapevoli, proteggersi dagli imprevisti e costruire un futuro economico più stabile.




