Il 2026 segna una transizione irreversibile. La formazione professionale non è più un semplice benefit aziendale o un evento sporadico, ma si è trasformata in un'infrastruttura abilitante, continua e misurabile, essenziale per la sopravvivenza delle imprese. In un mercato dinamico dove le competenze tecniche possono diventare obsolete in meno di 24 mesi, la capacità di imparare, disimparare e riqualificarsi diventa l'unico vero vantaggio competitivo sostenibile .
"Il timore dell'obsolescenza può e deve trasformarsi in un'opportunità di crescita", afferma Kevin Giorgis, presidente di EFI Ecosistema Formazione Italia. "La vera sfida per il nostro Paese non è solo l'adozione dell'intelligenza artificiale, ma garantire che il capitale umano possa evolvere con essa. Senza una cultura del cambiamento, le tecnologie più avanzate restano scatole vuote".
Questo cambiamento di paradigma si scontra con una realtà nazionale complessa. L'Italia, secondo dati OCSE, è 23esima in Europa per competenze digitali, con solo il 46% della popolazione in età lavorativa in possesso di skill digitali di base . Unioncamere stima che entro il 2026 serviranno oltre 3 milioni di nuovi professionisti dotati di competenze digitali, gestionali e relazionali . Inoltre, il 63% dei datori di lavoro identifica il gap di competenze come principale ostacolo all'innovazione , un dato che evidenzia l'urgenza di investimenti strutturali.
La risposta non può limitarsi alle sole hard skills tecniche. Il pensiero critico, la capacità di risolvere problemi complessi, l'adattabilità e l'integrità sono le soft skills che renderanno le organizzazioni resilienti . Il futuro del lavoro richiede un'integrazione profonda tra competenze tecniche e abilità trasversali , in cui l'intelligenza artificiale e gli strumenti digitali sono potenziati dalla creatività, dall'etica e dall'intelligenza emotiva umane .
Per passare dalla teoria alla pratica, il settore si riunirà a Roma il 26 e 27 marzo per la terza edizione dell'Innovation Training Summit, il principale evento italiano dedicato alla formazione. L'appuntamento, presso l'Auditorium della Tecnica, riunirà oltre 250 relatori, 3.500 partecipanti e 150 media partner, con l'obiettivo di trasformare il cambiamento in un asset strategico per decisori, HR manager e formatori.
I temi al centro del dibattito saranno l'IA predittiva applicata allo sviluppo delle persone, la gestione della "FOBO" (Fear Of Becoming Obsolete), la leadership coach, e le politiche per l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Per la prima volta, affiancato al Summit, si terrà il Symposium della Formazione, un momento strategico di confronto riservato a circa 200 stakeholder, promosso da EFI per costruire soluzioni condivise sul futuro delle competenze in Italia.
L'obiettivo è chiaro: smettere di considerare la formazione come una voce di costo residuale e iniziare a progettarla come la leva fondamentale per la competitività del Sistema Italia in un mercato globale sempre più esigente.




