Milano – Un peso equivalente a sei Tour Eiffel. Sono le quasi 45.000 tonnellate di RAEE, Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, che nel 2025 il consorzio Erion WEEE ha gestito in Lombardia, incoronandola regione più virtuosa d'Italia per questa particolare raccolta differenziata. Un primato importante, che nasconde però un'andatura troppo lenta: la crescita rispetto al 2024 è stata solo del 2%, inferiore alla media nazionale (+3%), e il Paese nel suo complesso resta ben distante dagli obiettivi europei. Il quadro che emerge dal rapporto di Erion, il principale sistema multi-consortile italiano per la gestione di questi rifiuti, è di un sistema che funziona ma è frenato da vecchie e nuove criticità, dalla complessità burocratica ai flussi paralleli illegali, con conseguenze pesanti per l'ambiente e l'indipendenza strategica del sistema industriale italiano.
Il corretto trattamento di quelle 45.000 tonnellate ha prodotto risultati tangibili: ha evitato l'emissione di circa 149.000 tonnellate di CO₂, pari alla capacità di assorbimento di un bosco di 149 km², e permesso un risparmio energetico di oltre 60 milioni di kWh, equivalenti ai consumi domestici annuali di una città di più di 56.000 abitanti. Dal punto di vista del recupero di materia, il processo ha restituito 24.000 tonnellate di ferro, 6.000 tonnellate di plastica e oltre 1.000 tonnellate ciascuno di rame e alluminio, reintroducendo nel ciclo produttivo materiali preziosi. Questi dati si inseriscono in un contesto nazionale dove il tasso di riciclo dei RAEE gestiti da Erion si attesta su un eccellente 88%, portando in un anno al recupero di 130.000 tonnellate di ferro e 6.000 tonnellate di rame.
A guidare la classifica regionale dei rifiuti gestiti sono i grandi elettrodomestici. Il raggruppamento R2 (lavatrici, lavastoviglie, forni) ha totalizzato 23.000 tonnellate, seguito dall'R1 (frigoriferi e congelatori) con 12.000 tonnellate e dall'R3 (televisori e monitor) con oltre 5.000 tonnellate. A livello nazionale, il settore che ha mostrato la crescita più vigorosa nel 2025 è stato quello dei piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4), con un balzo del 19%, segno di una maggiore attenzione verso dispositivi come smartphone e tablet, tradizionalmente più difficili da intercettare. Sul territorio lombardo, la provincia di Milano si conferma al primo posto con oltre 17.000 tonnellate gestite, seguita da Brescia (6.000 t) e Bergamo (oltre 4.000 t). Chiude la graduatoria Sondrio, con 689 tonnellate.
Nonostante i numeri assoluti, la fotografia scattata dal direttore generale di Erion WEEE, Giorgio Arienti, è preoccupante. "I livelli di raccolta dei RAEE restano ancora lontani dal loro pieno potenziale", ha dichiarato. Il problema non è solo lombardo ma nazionale: l'Italia raccoglie circa 6 kg di RAEE per abitante, esattamente la metà dei 12 kg richiesti dall'Unione Europea. Questo gap ha conseguenze dirette. "Con questi numeri è difficile parlare di transizione verso un'economia davvero circolare e ancora più complesso giustificare investimenti industriali per il recupero delle Materie Prime Critiche", ha spiegato Arienti, riferendosi in particolare a materiali come le terre rare, per le quali il nostro Paese dipende totalmente dall'estero. Senza una raccolta robusta e costante, non si sviluppano impianti di riciclo avanzato: i componenti ricchi di materie critiche, come le schede elettroniche, vengono oggi spesso esportati per essere trattati altrove, un modello che non crea valore in Italia.
Secondo Erion, a ostacolare il sistema concorrono due principali fattori. Il primo è un'eccessiva complessità burocratica che rallenta le operazioni, una criticità su cui il consorzio chiede da tempo interventi normativi. Il secondo, più grave, è il fenomeno dei cosiddetti "flussi paralleli". Stime del consorzio indicano che ogni anno in Italia circa tre milioni di grandi elettrodomestici "scompaiono" dai circuiti ufficiali. Questi RAEE, invece di essere avviati a un trattamento corretto, finiscono in mano a operatori non autorizzati che estraggono solo i materiali più facili e redditizi (ferro, rame, alluminio), disinteressandosi dello smaltimento inquinante delle altre componenti e sottraendo risorse preziose all'economia legale. Per contrastare questo fenomeno, Arienti chiede "più controlli mirati" e "l'inasprimento delle sanzioni".
Le prospettive future dipendono ora dall'efficacia delle nuove misure messe in campo. All'inizio del 2026 è entrato in vigore un nuovo Accordo di Programma tra i vari attori della filiera (produttori, distributori, consorzi) che stanzia 7,6 milioni di euro in due anni per campagne di comunicazione ai cittadini, con l'obiettivo di aumentare la consapevolezza. Contestualmente, la nuova legge 147/2025 ha introdotto importanti semplificazioni, come la possibilità del ritiro gratuito a domicilio dei RAEE e l'obbligo per le aziende di destinare almeno il 3% del fatturato a campagne informative. Per la Lombardia, regione trainante dell'economia nazionale, il contributo a questo percorso di miglioramento sarà determinante. La sfida è trasformare il primato quantitativo in un modello di efficienza e legalità, per avvicinarsi finalmente ai target europei e fare dei rifiuti elettronici una vera miniera urbana per la manifattura italiana.




