Un passo concreto per restituire ai medici di famiglia il loro ruolo essenziale: quello di curare. È con questa missione che oggi, in modalità telematica, ha preso il via il Tavolo permanente per la deburocratizzazione e la semplificazione dedicato ai medici di medicina generale (MMG) della Sardegna. L'iniziativa, fortemente voluta dall'assessorato regionale della Sanità, guidato ad interim dalla Presidente Alessandra Todde, segna l'avvio di un percorso finalizzato a sgravare gli ambulatori da quell'"imponente mole di adempimenti" che troppo spesso rischia di sottrarre tempo ed energie alla relazione con i pazienti.
"Il Tavolo rappresenta un primo passo concreto per restituire ai medici la pienezza del proprio ruolo di cura, al fianco del paziente", ha dichiarato la Presidente Todde al termine della prima riunione. L'obiettivo dichiarato è liberare i professionisti da procedure amministrative superflue, razionalizzare carichi di lavoro e concentrare gli sforzi sulla missione principale del medico di base: l'assistenza sanitaria territoriale.
La prima riunione ha visto una partecipazione ampia e trasversale, a testimonianza della centralità del tema. All'appello, oltre ai rappresentanti dell'assessorato regionale della Sanità e ai direttori dei distretti sociosanitari delle Asl, hanno risposto i segretari delle principali organizzazioni di categoria: FIMMG, SNAMI, FMT, CISL Medici. Presente anche una rappresentanza dell'Associazione dei medici di medicina generale per la Sardegna, segnale di un confronto che intende coinvolgere attivamente il territorio. Al centro dell'ordine del giorno, la definizione di un metodo di lavoro partecipato per individuare soluzioni efficaci e condivise.
Il Tavolo, istituito formalmente con decreto assessoriale n. 43 del 27 novembre 2025, opera nell'ambito di attuazione dell'Accordo Regionale Integrativo per i MMG, approvato dalla Giunta regionale lo scorso ottobre. Il suo campo d'azione è vasto e ambizioso. Non si limiterà alla mera razionalizzazione di moduli e procedure cartacee, ma punterà a un profondo rinnovamento organizzativo e tecnologico del sistema.
Tra i pilastri del lavoro futuro ci saranno il potenziamento dell'interoperabilità dei sistemi informativi sanitari, con particolare riferimento al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e al Centro Unificato di Prenotazione (CUP), e la creazione di linee guida regionali per uniformare e semplificare gli adempimenti in tutta l'isola. L'intento ultimo è rendere la medicina territoriale più efficiente, moderna e attrattiva, garantendo nel contempo una migliore qualità del lavoro per i professionisti e, di conseguenza, una risposta più efficace ai bisogni dei cittadini.
Questa prima riunione non ha prodotto soluzioni operative immediate, ma ha gettato le basi per un dialogo strutturato tra tutti gli attori in gioco. La sfida è complessa e tocca nervi scoperti del servizio sanitario regionale, come il carico burocratico che grava sui medici e il rischio di burnout. L'avvio di questo tavolo segnala, però, la volontà politica di affrontare il problema alla radice, coinvolgendo direttamente chi quel peso lo vive ogni giorno. Il percorso è appena iniziato, ma la direzione è chiara: alleggerire il lavoro dei medici di base per rafforzare la sanità di prossimità in Sardegna.




