News - 19 gennaio 2026, 11:13

Oro veneto, motore mondiale. I distretti valgono 2,5 miliardi in export

Alla fiera VicenzaOro l'assessore Bitonci rivendica il sostegno regionale a un settore in cui 9 gioielli su 10 viaggiano all'estero. Nuova legge sul commercio per competere con la specializzazione.

Oro veneto, motore mondiale. I distretti valgono 2,5 miliardi in export

VENEZIA - La ricchezza del Veneto continua a brillare e la sua luce viaggia in tutto il mondo. Nell'economia regionale, il settore orafo è un pilastro di primaria grandezza: nel solo territorio di Vicenza e provincia, le esportazioni di gioielli valgono 2,5 miliardi di euro, contribuendo per circa il 20% al totale nazionale del comparto. Una performance straordinaria, resa possibile da un modello produttivo unico e difficilmente replicabile: quello del distretto e della rete di micro-imprese. "Il 95% delle aziende italiane ha meno di nove dipendenti. Per questo i distretti e le reti d'impresa sono essenziali", ha sottolineato l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci, intervenendo a VicenzaOro, fiera internazionale di settore. "Il Veneto conta 15 distretti e 22 reti innovative: un patrimonio che va sostenuto e rafforzato".

Le cifre parlano chiaro: il comparto orafo veneto è fortemente orientato all'estero, con circa il 90% della produzione destinata all'export. Numeri che, come ha ricordato Bitonci, sono "fondamentali non solo per il PIL veneto, ma per l'intero sistema Paese". Una posizione di forza che deve fare i conti però con minacce concrete, prima fra tutte la concorrenza sleale e l'italian sounding, fenomeni che colpiscono duramente anche l'oreficeria. "Difendere il Made in Italy significa tutelare lavoro, qualità e identità", ha avvertito l'assessore.

Per sostenere questo motore economico, la Regione ribadisce il suo impegno su più fronti. Il primo è quello finanziario e creditizio, cruciale per le piccole imprese artigiane e manifatturiere che formano l'ossatura del distretto. "Stiamo lavorando sul rafforzamento delle garanzie e su nuovi strumenti di finanza", ha anticipato Bitonci. "Senza garanzie non c'è credito, e senza credito non c'è crescita". La Regione agisce in sinergia con il sistema dei confidi e del credito per permettere alle imprese di investire, innovare e tenere alta la bandiera del Made in Italy sui mercati globali.

Parallelamente, è in arrivo una nuova legge regionale sul commercio, concepita per dare una risposta strutturale alle sfide dell'e-commerce e della produzione di massa. "Il futuro del commercio di vicinato non è nella vendita generalista, ma nella specializzazione, nel servizio e nella fiducia", ha spiegato l'assessore. È questa la direzione che la Regione intende promuovere, puntando sulla qualità dell'esperienza e sull'autenticità come fattori competitivi decisivi.

L'intervento di Bitonci si è concluso con una riflessione sul valore immateriale, ma potentissimo, del brand Italia. "Quando nel mondo si parla di Italia e di Made in Italy – ha affermato – si accende qualcosa negli occhi degli interlocutori. Sta a noi difendere e valorizzare questo patrimonio straordinario". Un patrimonio che, nel caso dell'oro veneto, continua a essere forgiato giorno dopo giorno dalla maestria artigiana e dalla capacità imprenditoriale di un territorio che ha fatto della sua eccellenza un biglietto da visita per il mondo.

Redazione

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