Si è aperta ieri, martedì 13 gennaio 2026, la 109ª edizione di Pitti Immagine Uomo alla Fortezza da Basso di Firenze, l’appuntamento globale di riferimento per il menswear con le collezioni Autunno/Inverno 2026-2027. La manifestazione, con il titolo "Motion", non è solo una vetrina per 750 brand – dei quali quasi il 47% provenienti dall’estero – ma vuole essere un simbolo di movimento e ripartenza per l'intero settore della moda, in un momento economico ancora complesso. La cerimonia inaugurale ha visto l'intervento di tutte le più alte cariche istituzionali locali e nazionali, unite nel messaggio di fare squadra per il rilancio di un comparto strategico per l’Italia.
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, nel suo intervento, ha tracciato un ponte tra la storia gloriosa del made in Italy e la sfida attuale: «Sono i 75 anni da quando Giovanbattista Giorgini organizzò la prima sfilata internazionale nel suo showroom fiorentino nel 1951. Ancora oggi, con lo stesso spirito, una città e un'intera regione si immergono in questa kermesse». L'appello è alla collaborazione: «Seppur in un momento complicato, la capacità di fare squadra tra istituzioni e imprese può rappresentare l'impulso determinante per la ripresa. Come Regione ci mettiamo le risorse, anche con i fondi europei. Speriamo che anche da parte del Governo ci sia la possibilità di fornire quegli aiuti indispensabili per dare ossigeno al settore». Giani ha anche ribadito l'impegno per lo sviluppo del polo espositivo della Fortezza da Basso, definendo Pitti non una semplice fiera, ma un'occasione cruciale per creare sinergie.
Sull'importanza di un'azione coordinata hanno insistito anche gli altri relatori. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, presente al taglio del nastro, ha annunciato l’imminente finalizzazione dell'accordo di libero scambio Ue-Mercosur e altri in cantiere con Emirati, India, Sud-Est asiatico e Oceania. Ha poi anticipato la nascita delle prime "Case del Made in Italy", uffici ministeriali dedicati all'assistenza delle imprese per investimenti e internazionalizzazione. La sindaca di Firenze, Sara Funaro, ha sottolineato come Pitti sia «un volano di sviluppo su cui investire sempre di più e una leva per promuovere un turismo sostenibile e di qualità».
Il settore, dopo anni difficili, guarda a questa edizione con fiducia. Il presidente di Confindustria Moda, Luca Sburlati, ha ricordato che il sistema ha perso «13-15 miliardi di fatturato negli ultimi due anni», ma ora si intravedono «aree di sereno». Il presidente di Pitti Immagine, Antonio De Matteis, ha invece posto l'accento su un problema strutturale: «Bisogna fare in modo che le nostre strade diventino meravigliose, dove ai giovani venga voglia di aprire una bottega. Dobbiamo aiutare le aziende, soprattutto le piccole e medie, che oggi non si possono permettere di aprire un negozio».
Sul fronte delle novità espositive, Pitti Uomo 109 offre una mappa del menswear contemporaneo attraverso cinque sezioni (Fantastic Classic, Futuro Maschile, Dynamic Attitude, Superstyling e I Go Out). L'attenzione è puntata sui tre guest designer: Hed Mayner, Shinyakozuka e il giapponese Soshi Otsuki, vincitore del LVMH Prize 2025. Il percorso si arricchisce anche del debutto di "Hi Beauty", uno spazio dedicato alla bellezza di ricerca, e di progetti speciali come la collezione etica di Faliero Sarti realizzata in collaborazione con gli studenti di Polimoda. L'evento, che gode anche di una piattaforma digitale (Pitti Connect) attiva fino al 30 gennaio, si conferma così il baricentro culturale e industriale in cui la moda maschile si rimette in moto per la nuova stagione.




