News - 11 gennaio 2026, 10:59

La produttività viaggia in prima linea. Le fabbriche intelligenti registrano crescite fino al 19%

Investire nelle operazioni connesse genera ricavi e redditività. Nuova ricerca di Zebra Technologies e Oxford Economics misura l'impatto di AI e automazione sul manifatturiero globale.

La produttività viaggia in prima linea. Le fabbriche intelligenti registrano crescite fino al 19%

Trasformare le linee di produzione e i magazzini in ambienti intelligenti e interconnessi non è più una scelta futuribile, ma una strategia vincente che sta già generando risultati tangibili. Secondo la nuova ricerca "Impact of Intelligent Operations: Manufacturing" di Zebra Technologies, realizzata in collaborazione con Oxford Economics, le aziende manifatturiere che negli ultimi due anni hanno investito nel miglioramento tecnologico delle attività in prima linea hanno registrato incrementi di produttività dei dipendenti fino al +19%, una crescita dei ricavi superiore di fino a 2,4 punti percentuali e un aumento della redditività fino a +1,7 punti percentuali.

Questi dati sottolineano come gli investimenti mirati in tecnologie per la prima linea—come l'intelligenza artificiale, l'automazione intelligente e i sistemi avanzati di controllo qualità—siano diventati una priorità strategica per i vertici aziendali, con un impatto diretto e misurabile su produttività, ricavi e profittabilità. Il contesto è quello di una forza lavoro globale in cui circa l'80% degli impiegati svolge ruoli operativi, ma che troppo spesso resta ai margini delle principali strategie di trasformazione digitale. La ricerca di Zebra Technologies evidenzia come sia proprio in questo segmento che si gioca una partita cruciale per la competitività.

La spinta verso la digitalizzazione delle operazioni trova riscontro anche nelle tendenze degli investimenti tecnologici italiani. Secondo l'Innovation Telescope – Zoom Italy di Indra Group, l'adozione dell'intelligenza artificiale in Italia è in forte crescita, con il 65% delle organizzazioni che la utilizza regolarmente in almeno una funzione aziendale, traendo benefici in riduzione dei costi e aumento dei ricavi. Entro il 2026, si stima inoltre che il 50% dei lavoratori d'ufficio sarà supportato da tecnologie di IA in almeno una forma, un concetto noto come "Augmented-Connected Workforce". Questo trend sta ridefinendo il ruolo degli operatori sul campo, non sostituendoli ma potenziandone le capacità decisionali e operative attraverso dati in tempo reale, assistenza digitale e automazione dei compiti ripetitivi.

Lo scenario competitivo globale richiede un'accelerazione. Mentre il panorama tecnologico evolve rapidamente verso l'informatica quantistica e robotica polifunzionale, il sistema produttivo italiano mostra una crescita degli investimenti ICT costante ma non ancora risolutiva, con un incremento previsto dell'1,8% per il 2026. Le PMI, motore di questa crescita, mostrano priorità di investimento focalizzate su cybersecurity, Industry 4.0 e cloud, mentre l'Intelligenza Artificiale si colloca, per loro, solo al dodicesimo posto. Questo dato indica un divario nella maturità tecnologica rispetto alle grandi imprese, dove IA e big data sono tra le prime tre priorità.

La ricerca di Zebra Technologies delinea quindi un percorso chiaro: per competere in un mercato sempre più dinamico, le aziende manifatturiere devono colmare il gap tra strategia digitale e prima linea operativa. Investire in soluzioni che connettono persone, macchine e dati non è un semplice aggiornamento tecnologico, ma una leva strategica per liberare nuovo valore, ottimizzare i processi e costruire un vantaggio competitivo sostenibile. I dati parlano chiaro: la produttività, i ricavi e la redditività del futuro si costruiscono oggi, a partire dalla fabbrica connessa.

Redazione

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