News | 01 gennaio 2026, 14:03

Messina, risanamento al top. Il 2025 è l'anno dell'accelerazione

Aperti 3 nuovi cantieri per 104 alloggi "green", acquistati 113 appartamenti e consegnate le prime chiavi. Avanzata la riqualificazione urbana, con l'area di via Macello Vecchio e il progetto dell'Anfiteatro di Camaro San Paolo in dirittura d'arrivo.

Messina, risanamento al top. Il 2025 è l'anno dell'accelerazione

Palermo – Concluso con una decisa accelerazione il 2025, la Stazione Struttura commissariale per il risanamento delle baraccopoli di Messina guidata dal presidente della Regione, Renato Schifani, traccia un bilancio di un anno caratterizzato da numeri e risultati concreti. Più immobili acquistati, più cantieri aperti per costruzioni ex novo, più aree liberate dal degrado e restituite alla collettività. Un lavoro di squadra che sta restituendo alla città dello Stretto porzioni di territorio e, soprattutto, dignità abitativa a centinaia di famiglie. "Il risanamento è un moltiplicatore di valore e ogni singola attività – afferma il presidente Schifani – sia essa l’assegnazione di una nuova casa, sia la riqualificazione di un’area degradata, rappresenta un fattore di crescita e di sviluppo per Messina. Al centro delle attività ci sono le persone, i loro bisogni e il diritto ad avere un’abitazione decorosa".

Il primo segnale dell'accelerazione impressa dalla Struttura commissariale si legge nel mercato immobiliare. Da febbraio ad oggi, gli immobili acquistati e messi in gestione sono 113. A questi, si aggiungeranno a breve altri 21 appartamenti attualmente in fase di rogito, mentre è in corso l'acquisizione della documentazione per ulteriori 17 unità. Un incremento notevole rispetto alle performance dei due anni precedenti, quando erano stati acquistati rispettivamente 60 alloggi nel 2023 e 86 nel 2024. Questo patrimonio abitativo ha permesso al sub commissario Santi Trovato di consegnare personalmente le chiavi di nuove case a decine di famiglie che attendevano da tempo una sistemazione dignitosa. Particolare attenzione è stata rivolta ai nuclei familiari con persone fragili o fragilissime. La Struttura si è inoltre arricchita di otto appartamenti grazie a un protocollo con l'Agenzia nazionale dei beni confiscati alla mafia, trasformando beni sottratti alla criminalità in una risorsa per la comunità.

L'anno si è caratterizzato per una svolta strategica: dalla sola acquisizione sul mercato si è passati alla costruzione diretta di nuovi complessi residenziali all'avanguardia. L'opera simbolo è il cantiere da 12,3 milioni di euro avviato a Fondo Basile, nell'esatta area dove sorgeva una vasta baraccopoli. Qui, le imprese Rubner Holzbau e Cosedil Spa costruiranno 60 alloggi "green" ad alta efficienza energetica e sicurezza antisismica, con conclusione prevista per l'inizio del 2027. Contemporaneamente, a Fondo Saccà è stata completata la complessa bonifica di un'area che presentava inquinamento da idrocarburi e metalli. Le analisi hanno confermato la drastica riduzione delle sostanze contaminanti, aprendo la strada alla realizzazione di altri 44 appartamenti sostenibili, i cui lavori saranno consegnati a inizio 2026. "Il cantiere di Fondo Basile e quello di Fondo Saccà rappresentano risposte concrete ai bisogni di centinaia di famiglie", ha dichiarato Schifani, sottolineando come il modello perseguito ponga "sempre al centro le persone e il miglioramento della qualità della vita".

L'attività procede a ritmo serrato anche sul fronte delle demolizioni e della rigenerazione degli spazi liberati. Nelle ultime settimane dell'anno, le imprese sono state al lavoro per smantellare le baracche nel rione Taormina e in altre microaree. Pressoché completato lo sgombero di via Quinto Ennio, dove l'area sarà totalmente liberata entro il 31 dicembre. Ma l'obiettivo ultimo non è solo demolire, bensì restituire alla città spazi di vita e di bellezza. A via Macello Vecchio, addossata alle antiche mura di Carlo V, al posto della baraccopoli stanno nascendo giardini e un'area polifunzionale per eventi culturali e turistici, i cui lavori sono in fase di completamento. Un altro traguardo significativo, raggiunto alla vigilia di Natale, è l'approvazione del progetto esecutivo per l'Anfiteatro di Camaro San Paolo. Si tratta del completamento di un Parco urbano la cui progettazione risale al 2006, rimasto a lungo incompiuto e mai aperto al pubblico. L'opera consegnerà alla città un'arena per spettacoli e manifestazioni, chiudendo un ventennio di degrado. L'inizio del 2026 vedrà il raggiungimento di ulteriori obiettivi per i progetti di riqualificazione del Parco Magnolia e del Parco della Salita Tremonti.

Redazione