PALERMO – Con la cerimonia di chiusura ospitata ieri al Teatro Massimo di Palermo si è concluso l’anno di impegno della città come Palermo Capitale italiana del Volontariato 2025, un percorso scelto per valorizzare il ruolo del terzo settore e del volontariato nella società civile. L’evento ha visto la partecipazione del Sergio Mattarella e del Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana, che hanno ribadito il valore fondamentale dell’impegno volontario come pilastro di coesione, solidarietà e dignità sociale.
Mattarella, accolto al suo ingresso da un lungo applauso e dall’esecuzione dell’Inno nazionale da parte del coro di voci bianche del teatro, ha definito i volontari «veri e propri patrioti». In un momento in cui in molti si interrogano sul ruolo e sul senso del volontariato, il Capo dello Stato ha sottolineato come circa 5 milioni di italiani — quasi il 9% della popolazione — dedichino ogni anno tempo e energie a favore degli altri, facendo del volontariato un “patrimonio morale” per il Paese.
Schifani, intervenendo dopo Mattarella, ha evidenziato come le molte iniziative promosse nel corso di quest’anno a Palermo — molteplici azioni sociali, campagne di inclusione, interventi contro esclusione e marginalità — abbiano offerto un contributo concreto al contrasto della povertà e delle disuguaglianze, rafforzando la dignità delle persone e favorendo lo sviluppo delle comunità locali. Il presidente regionale ha richiamato l’importanza di politiche sociali integrate e investimenti mirati, anche con fondi di programmazione europea, per garantire protezione sociale, integrazione socio‑sanitaria e sostegno ai cittadini più vulnerabili.
Nel corso del 2025, grazie allo status di “capitale del volontariato”, Palermo ha visto una fitta rete di iniziative diffuse in tutta l’area metropolitana: decine di associazioni, migliaia di volontari, eventi nelle scuole, open day nei quartieri, attività di sostegno sociale, inclusione e azioni civiche. La città è stata chiamata al ruolo di testimonianza nazionale di solidarietà organizzata e cittadinanza attiva.
La cerimonia di ieri non è stata solo un momento di celebrazione, ma anche di passaggio: al sindaco di Modena, futuro capoluogo per il 2026, è stata consegnata la targa che sancisce il testimone. Con questo gesto si rinnova la speranza che l’esperienza palermitana possa ispirare nuove realtà territoriali a rafforzare la propria rete solidale e comunitaria.
L’evento ha richiamato politici, rappresentanti delle istituzioni, del terzo settore, cittadini e volontari: un segno tangibile di come il volontariato, più che una “suppletiva” funzione sociale, rappresenti una vera e propria “quarta gamba” della comunità. Schifani lo ha definito una “ricchezza italiana”, sottolineando che il volontariato non può essere visto come mera sostituzione di servizi, ma come una risorsa da valorizzare con politiche serie, concrete e orientate all’inclusione e alla dignità delle persone.
Per Palermo e per l’Italia, la chiusura di questo anno speciale segna un momento di bilancio sul valore del volontariato e apre nuove sfide: consolidare il dialogo tra istituzioni e società civile, garantire continuità ai progetti di solidarietà e rendere stabile il sostegno a chi quotidianamente lavora per garantire diritti e dignità.




