Un piano straordinario per affrontare le radici del disagio giovanile e della marginalità sociale, partendo dai quartieri più fragili delle grandi città siciliane. È la proposta annunciata dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, durante il convegno “Cambiare la scuola (per) cambiare la città. Educare nelle crisi”, svoltosi al Museo Riso di Palermo su iniziativa della Fondazione Quartieri Spagnoli.
L’idea è quella di inserire nella programmazione Poc 2021-2027 un intervento organico di inclusione sociale e rigenerazione urbana, ispirato all’esperienza positiva maturata nei Quartieri Spagnoli di Napoli. Un modello che punta sull’integrazione tra percorsi educativi, culturali, sportivi, formativi e di orientamento al lavoro, con un obiettivo chiaro: ridurre il rischio di esclusione e prevenire fenomeni di devianza minorile.
Secondo Schifani, i recenti episodi di microcriminalità che hanno colpito Palermo dimostrano che la risposta non può limitarsi al solo contrasto repressivo. «È necessario – ha sottolineato – intervenire nelle aree di marginalità costruendo opportunità reali di crescita e riscatto». Il piano prevede, in una prima fase, un progetto pilota in una delle zone più critiche delle tre città metropolitane siciliane, a partire proprio da Palermo.
Nel suo intervento, il presidente della Regione ha fatto anche il punto sullo stato di attuazione delle nuove politiche sociali regionali. Tra queste, la cosiddetta “legge anti-crack”, per la quale sono stati stanziati fondi dedicati e attivato un tavolo permanente di coordinamento, e la legge 24/2025, pensata per proteggere i minori inseriti in contesti criminali, offrendo loro reali alternative di vita nel segno della legalità.
Importante anche il capitolo sulle risorse: oltre 720 milioni di euro sono già stati attivati attraverso fondi europei, Pnrr e altre linee di finanziamento per inclusione lavorativa, istruzione e politiche sociali. «Ma non basta – ha concluso Schifani – dobbiamo fare di più e meglio, coinvolgendo istituzioni, scuole e comunità locali».


Redazione

