L’inflazione dell’Eurozona resta ferma al 2,2% ad aprile, lo stesso dato di marzo. Nessuna sorpresa apparente, eppure i mercati finanziari restano convinti: il prossimo taglio dei tassi da parte della Bce arriverà a giugno. Ma davvero si può allentare la politica monetaria con un’inflazione ancora sopra l’obiettivo del 2%
Guardando meglio, ci sono elementi che complicano la lettura. La cosiddetta inflazione core, quella che esclude energia e alimentari, è salita al 2,7%. Un dato che, a prima vista, suonerebbe come un campanello d’allarme per Francoforte. Ma a spingere il dato in alto sono stati soprattutto i prezzi dei servizi, aumentati del 3,9%, probabilmente gonfiati dalle festività pasquali e da fattori temporanei. Non è quindi detto che si tratti di un’inversione di tendenza.
Allora la domanda è: la Bce potrà davvero tagliare i tassi a giugno, come molti si aspettano?
Al momento, il tasso sui depositi è al 2,25%, dopo sei tagli consecutivi iniziati nel giugno 2024. Gli operatori di mercato ipotizzano che possa scendere all’1,75% entro la fine dell’anno. Lo scenario è chiaro: l’economia europea fatica, e le tensioni globali, soprattutto quelle legate ai nuovi dazi statunitensi, potrebbero comprimere ulteriormente la crescita e la domanda interna.
Ecco perché, nonostante il lieve rialzo dell’inflazione core, la Bce potrebbe decidere comunque di proseguire con un allentamento graduale. La priorità resta sostenere la ripresa economica, anche a costo di tollerare un’inflazione leggermente sopra il target ancora per qualche mese.
Ma siamo sicuri che un taglio dei tassi sia la soluzione? Potrebbe aiutare le imprese e i consumi, certo, ma potrebbe anche alimentare nuove distorsioni se i prezzi dovessero riprendere a correre in modo incontrollato.
La verità è che la Bce si trova ancora una volta a camminare su un filo sottile. E mentre i mercati scommettono su una direzione, la realtà economica potrebbe riservare sorprese.
Per ora, occhi puntati su giugno.