News - 26 maggio 2026, 17:10

Patto per il Nord debutta alle urne: focus su ceto produttivo e taglio alle tasse

A meno di sei mesi dalla fondazione, il movimento si fa spazio alle amministrative puntando su lotta all'assistenzialismo e riduzione della pressione fiscale. Eletto il primo sindaco nel Bresciano

Patto per il Nord debutta alle urne: focus su ceto produttivo e taglio alle tasse

La tutela di chi fa impresa e la necessità di un netto cambio di rotta sul fronte fiscale sono i temi cardine su cui il Patto per il Nord ha costruito il suo debutto alle recenti elezioni amministrative.

Il punto di partenza del neonato movimento politico è una chiara denuncia della situazione economica attuale: "Non c''è più nessuno in questo Paese che si occupa della parte produttiva", sottolinea Paolo Grimoldi, uno dei fondatori del partito. A fronte di una pressione fiscale considerata eccessiva e giunta a un record decennale, per Grimoldi l'obiettivo prioritario deve essere quello di "abbassare le tasse diminuendo la spesa pubblica", contrastando in particolare "l'assistenzialismo e lo statalismo che in certe zone del Paese imperversa ancora".

I risultati delle amministrative
È con questo programma, fortemente orientato alle esigenze del tessuto produttivo, che a meno di sei mesi dal Congresso fondativo il Patto per il Nord si è presentato in tutti i capoluoghi di provincia della Lombardia e in decine di comuni settentrionali. Il movimento ha corso da solo con il proprio simbolo, in coalizione o all'interno di liste civiche, raccogliendo quello che viene definito in una nota ufficiale un "inizio promettente".

I dati elettorali registrano percentuali vicine al 2 per cento a Lecco e Mantova. A Comacchio il movimento ha raggiunto il 5,6 per cento, superando i consensi della lista "Salvini Premier", mentre con il "Patto per Legnano" è andato oltre la soglia del 10 per cento. Il risultato più significativo è arrivato però dal Bresciano: a Quinzano d’Oglio il movimento ha infatti festeggiato l'elezione del suo primo sindaco.

Radicamento territoriale e assetti politici

Secondo i vertici del Patto, l'esito di queste elezioni "è la dimostrazione di un lavoro diffuso che certifica un già forte radicamento in tante realtà territoriali". 
Si rivendica un voto "strutturato, non di opinione", un risultato considerato ancor più rilevante a fronte del fatto che "molta opinione pubblica neppure ci conosce dal momento che abbiamo risorse limitate e nessuna visibilità sulle televisioni nazionali".

L'affermazione elettorale si accompagna anche a una presa di posizione chiara all'interno degli equilibri politici del centrodestra. "Il Nord è tornato", si legge ancora nella nota, che si chiude con una stoccata diretta alla dirigenza leghista: "Il veto di Salvini su di noi ha finito col penalizzare proprio il centrodestra".

Redazione

SU