News | 08 gennaio 2026, 15:23

Sardegna, un primo traguardo nella lotta alle liste d'attesa. Nel Medio Campidano azzerati i tempi per l'invalidità civile

Un piano di riorganizzazione voluto dalla Giunta Todde ha risolto l'emergenza delle 10.500 persone in attesa di visita. La Presidente e assessore alla Sanità ad interim: "Modello da esportare in tutta la regione per garantire un diritto essenziale in tempi certi".

Sardegna, un primo traguardo nella lotta alle liste d'attesa. Nel Medio Campidano azzerati i tempi per l'invalidità civile

Un risultato "concreto" e non un "proclama". Così la Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, che ricopre anche il ruolo di assessore alla Sanità ad interim, ha annunciato l’azzeramento delle liste d’attesa per le visite delle commissioni dell’invalidità civile nella ASL del Medio Campidano. Un traguardo che chiude un’emergenza sociale che per anni aveva lasciato in sospeso diritti fondamentali per migliaia di cittadini fragili e le loro famiglie.

La situazione fotografata pochi mesi fa era infatti di una gravità inaccettabile: nel solo territorio del Medio Campidano, circa 10.500 persone risultavano in lista d’attesa per ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile, con tempi di convocazione che potevano dilatarsi per mesi, se non per anni. "Parliamo di una condizione con pesantissime ricadute sociali – ha sottolineato la Presidente Todde –. Dietro ogni pratica ci sono persone fragili e famiglie lasciate sole, private di un diritto essenziale che deve essere garantito in tempi rapidi e certi". L’invalidità civile, il cui accertamento dà accesso a pensioni, indennità, agevolazioni fiscali e lavorative, rappresenta per molti una vera e propria ancora di salvezza economica e sociale. Ritardi nella sua definizione si traducono quindi direttamente in condizioni di vita più difficili e in un aggravio dello stato di bisogno.

L’intervento della Giunta regionale, impostato fin dall’inizio del mandato, è stato un’operazione a tutto campo. Non una semplice corsia preferenziale per smaltire l’arretrato, ma una riorganizzazione strutturale del processo. La strategia si è basata su alcuni pilastri fondamentali: il rafforzamento del coordinamento tra Regione, Azienda sanitaria locale e INPS (l’ente che gestisce le prestazioni), l’incremento del numero delle sedute delle commissioni mediche, una revisione dei flussi amministrativi per snellire le pratiche e un monitoraggio costante dei tempi di risposta. Tutto questo è stato reso possibile, come ha ricordato Todde, dall’impegno della direzione generale, amministrativa e sanitaria della ASL del Medio Campidano e dagli operatori sanitari, definiti "autori di un lavoro straordinario". Un ringraziamento è stato rivolto anche ai consiglieri regionali del territorio per la loro costante interlocuzione.

Questo successo locale, però, non è visto come un punto di arrivo, bensì come la prima tappa di un percorso più ampio. La sfida che la Regione si pone ora è infatti quella di rendere il metodo applicato nel Medio Campidano un modello operativo standard per tutta la Sardegna. "Adesso sarà nostro compito estendere il metodo utilizzato nel Medio Campidano alle altre ASL della Sardegna – ha concluso la Presidente – affinché il diritto al riconoscimento dell’invalidità civile sia garantito in modo uniforme e tempestivo su tutto il territorio regionale". L'obiettivo è quindi evitare che simili situazioni di blocco si ripresentino e garantire ovunque pari dignità di accesso a un servizio fondamentale per la tutela dei più vulnerabili.

L’annuncio odierno rappresenta un segnale importante nella complessa partita della sanità sarda e delle liste d’attesa, un tema che tocca da vicino la credibilità delle istituzioni e la qualità della vita dei cittadini. Dimostra che, con una strategia chiara, una regia unitaria e un’azione amministrativa concentrata, è possibile ottenere risultati tangibili nel disbrigo di pratiche vitali, restituendo speranza e certezze a chi era stato lasciato indietro. La vera prova, ora, sarà la capacità di replicare questo modello negli altri territori regionali, dove probabilmente persistono criticità simili.

Redazione