''La procedura di sospensione delle  compensazioni fiscali attuata dall'Agenzia delle Entrate contiene  profili di rischio e potrebbe provocare non già il blocco delle  compensazioni indebite, quanto piuttosto quello di tutte le possibili  compensazioni a causa della fin troppo genericità delle indicazioni  ivi contenute''. Così Sestino Giacomoni, deputato di Forza Italia e  vice presidente della commissione Finanze di Montecitorio, in un  question time al Ministro dell'economia e delle finanze, Giovanni  Tria.       

''Scorrendo i criteri selettivi sulla base dei quali l'Agenzia delle  entrate potrà procedere al blocco dei modelli di pagamento 'F24'  contenenti crediti in compensazione -prosegue l'atto ispettivo-  emerge, purtroppo, che non sono indicati specifici crediti o debiti  suscettibili a far scattare la sospensione del pagamento. Sembrerebbe  quasi che il fisco cerchi di intercettare e reprimere non tanto le  indebite compensazioni, quanto piuttosto tutti gli utilizzi di crediti in compensazione, con la conseguenza che si potrebbe addirittura  ipotizzare la presenza di un tentativo di dissuasione dal relativo  utilizzo''.  

Giacomoni, pertanto, chiede al governo ''quali  iniziative intenda assumere affinché l'Amministrazione finanziaria  provveda con la massima sollecitudine a definire precisamente i  criteri per la sospensione delle compensazioni, delineando in modo  puntuale quali siano i profili di rischio, al fine di non  compromettere in alcun modo l'utilizzo legittimo delle  compensazioni''.       

''Altro che governo del cambiamento: la flat tax non si farà, parlano  di pacificazione fiscale ma litigano sulle parole, avendo paura di  parlare di condono. Parlano di fisco amico e di semplificazione  fiscale, ma, come al solito, attraverso l'ennesima direttiva  dell'agenzia delle entrate scoraggiano i contribuenti onesti,  alimentando incertezza e confusione'', conclude Giacomoni.       

 

 

 

CONDIVIDI