Brevi riflessioni su split payment, reverse charge, compensazioni e lotta all’evasione

 

di Riccardo Alemanno -Presidente dell’Istituto Nazionale Tributaristi e dell’Osservatorio Nazionale sulla Fiscalità di Confassociazioni

In attesa che Governo e Parlamento apportino le necessarie semplificazioni alla e-fattura, vorrei fare una breve riflessione sulla giusta lotta all’evasione fiscale ed alcuni adempimenti introdotti a tal fine. E’ evidente che tutti siamo d’accordo quando il tema è ridurre l’evasione, ma poi abbiamo diverse valutazioni verso quegli adempimenti volti a limitarla, mi riferisco in particolare allo split payment e al reverse charge, attraverso i quali si è bloccata alla fonte parte dell’evasione IVA, certo hanno creato problemi di liquidità ad imprese e lavoratori autonomi, ma ci sarebbero sistemi per evitare questi disagi:

a)     un istituto della compensazione dei crediti, semplice nell’applicazione e che non preveda ulteriori costi a carico delle imprese (ad esempio con una comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate prima di effettuare la compensazione in luogo del visto d conformità)

b)      una corsia veramente rapida dei rimborsi per le imprese che fatturano in regime di split e reverse (o comunque senza applicazione dell’IVA). 

Bisogna avere il coraggio di mettere al primo posto l’interesse generale o meglio della maggioranza di imprese e lavoratori autonomi.  Ora, con il c.d. Decreto Dignità, si è eliminato l’obbligo dello split payment  per i professionisti, o meglio per quelle prestazioni che prevedano l’applicazione di ritenute. Bene , ciò ha un senso logico poiché  ritenute e split applicati contemporaneamente riducevano drasticamente la liquidità  ai soggetti che operano con la P.A., che non costituiranno di certo la maggioranza di chi svolge un’attività professionale,  ma l’intervento era giusto, riportando all’origine l’applicazione dello split payment.  Adesso bisognerà riflettere sull’eventuale cancellazione di questo obbligo fiscale (con un passo indietro sull’evasione IVA) o se sia meglio invece rendere più semplici (e meno costosi) gli istituti che consentirebbero  il mantenimento della liquidità alle partite IVA.  Noi siamo pronti a dare il nostro contributo, ma si deve intervenire presto. La coesistenza di norme come lo split o il reverse (antievasione) e delle complicazioni ed i costi che rendono difficoltoso l’utilizzo dei propri legittimi crediti erariali, non è più sopportabile e contribuisce a vanificare i timidi segnali di ripresa.