A seguito dell’approvazione del decreto Legge fiscale di accompagnamento alla legge di bilancio 2019, sono
state introdotte le seguenti nuove norme in materia:

 

1) Dichiarazione Integrativa speciale
· Il D.L. 119/2018 istituisce la dichiarazione integrativa speciale, per sanare errori od omissioni nella
dichiarazione originaria, che deve essere stata validamente presentata. L’integrazione speciale riguarda le
dichiarazioni presentate entro il 31.10.2017 ai fini delle:
o imposte sui redditi e relative addizionali;
o imposte sostitutive delle imposte sui redditi;
o ritenute e contributi previdenziali;
o Irap;
o Iva.
· L’integrazione è ammessa nel limite di 100.000 euro di imponibile annuo, e comunque di non oltre il 30% di
quanto dichiarato; resta fermo il limite complessivo di 100.000 euro di imponibile annuo per cui è possibile
l’integrazione.

· Il pagamento deve avvenire in unica soluzione entro il 31.07.2019, ovvero mediante rateazione fino a un
massimo di 5 anni, con il versamento di 10 rate semestrali di pari importo e decorrenza dal 30.09.2019.

· In ogni caso, l’importo risultante a debito dall’integrativa speciale dovrà essere versato senza potersi
avvalere della compensazione con altri tributi a credito maturati dal contribuente e senza l’utilizzo a
scomputo delle eventuali perdite fiscali.
·

Alla dichiarazione integrativa speciale si applicano le regole ordinarie sullo slittamento dei termini di
decadenza dall’accertamento. Pertanto, gli stessi devono essere calcolati dall’anno di presentazione della
dichiarazione integrativa, anche se limitatamente agli elementi oggetto dell’integrazione stessa.
Coi limiti di cui sopra, la dichiarazione integrativa costituisce un condono in piena regola. Permangono
criticità significative per la copertura penale di reati collegati alle violazioni tributarie (autoriciclaggio, falso in
bilancio) non chiarite appieno dal legislatore.


2) Definizione delle liti pendenti
· Il D.L. 119/2018 prevede la possibilità di definire le liti pendenti in ogni stato e grado del giudizio, incluse
quelle in Cassazione e quelle oggetto di rinvio da parte di quest’ultima. La definizione può essere chiesta
dal soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio o da chi vi è subentrato o ne ha la
legittimazione.
· Sono escluse dalla definizione le controversie relative a:
o risorse proprie tradizionali dell’Unione europea;
o Iva riscossa all’importazione;
o somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato.
· La norma impone il pagamento del valore della controversia, ossia dell’importo richiesto a titolo di imposte,
esclusi interessi e sanzioni
. Tuttavia, in caso di soccombenza del Fisco nell’ultima o unica pronuncia
giurisdizionale depositata al 24.10.2018, le controversie possono essere definite con il pagamento del:
o 50% del valore della controversia, in caso di soccombenza del Fisco in 1° grado;
o 20% del valore della controversia, in caso di soccombenza del Fisco in 2° grado.
· Manca una specifica indicazione in merito all’importo da versare nel caso di sentenza di rinvio da parte
della Cassazione alla Commissione tributaria regionale.

C) Stralcio dei debiti inferiori a 1.000 euro
· Il D.L. n. 119/2018 ha previsto lo stralcio automatico dei debiti residui, fino a 1.000 euro, affidati agli agenti
della riscossione dal 2000 al 2010. L’importo residuo per singolo carico deve essere calcolato alla data di
entrata in vigore del decreto comprendendo capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni.
· Non è prevista alcuna cancellazione per multe, ammende e sanzioni pecuniarie collegate a sentenze penali
di condanna, per Iva riscossa all’importazione, per crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte
dei conti e per risorse proprie tradizionali

3) Rottamazione-ter delle cartelle
· Il D.L. n. 119/2018 ha previsto la rottamazione-ter delle cartelle. È possibile sanare tutti gli affidamenti
effettuati dal 1.01.2000 al 31.12.2017, così da non dover pagare sanzioni e interessi di mora. Il pagamento
può essere effettuato in 5 anni, con 2 rate annuali, scadenti il 31.07 e il 30.11.

· Tutte le somme relative ai debiti definibili, versate anche prima delle definizione, restano definitivamente
acquisite e non sono rimborsabili.
· È possibile definire anche i carichi in contenzioso, impegnandosi a rinunciare ai giudizi e versando
integralmente gli importi dovuti.
· Possono essere ammessi anche i debitori giù interessati alla prima e alla seconda definizione agevolata.
Tuttavia, i soggetti che hanno beneficiato della rottamazione-bis devono pagare le rate riferite ai mesi di
luglio, settembre, ottobre entro il 7.12.2018.

· La domanda deve essere presentata entro la fine di aprile 2019.


4) Definizione agevolata degli atti impositivi
· Il decreto fiscale prevede la possibilità di definire gli atti impositivi non ancora impugnati, pagando il totale
delle imposte pretese, senza interessi e sanzioni, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della norma (oppure
entro i termini per il ricorso, se più ampi). Saranno definibili gli avvisi di accertamento, gli atti di recupero, gli
avvisi di rettifica e liquidazione, gli accertamenti con adesione non ancora perfezionati, gli inviti al
contraddittorio notificati entro la data di entrata in vigore del decreto e non ancora impugnati.
· Il pagamento potrà avvenire anche ratealmente in un massimo di 20 rate trimestrali di pari importo; il
mancato pagamento di una delle rate, diverse dalla prima, fa decadere il beneficio della rateazione e
determina l’iscrizione a ruolo dei residui importi dovuti a titolo di imposta, interessi e sanzioni.
Chi volesse usufruire di tale opportunità e cominciare a valutarne gli effetti è pregato di contattare
direttamente lo studio all’indirizzo Ufficio1@francescut.it.

5) Dichiarazione integrativa speciale per Pvc
· Il D.L. 119/2018 consente di definire le contestazioni contenute nei Pvc (processi verbali di constatazione)
con la presentazione di una speciale dichiarazione integrativa, pagando le maggiori imposte conseguenti
senza interessi o sanzioni. Tuttavia, i Pvc devono essere stati già consegnati al contribuente alla data di
entrata in vigore del decreto fiscale, ossia il 24.10.2018.
· Per aderire occorre presentare, entro il 31.05.2019, una dichiarazione per ogni annualità.