Dalle auto che si guidano da sole ai  cellulari che rispondono alle nostre domande, le nuove tecnologie  stanno trasformando radicalmente la nostra vita quotidiana, così come  il panorama sociale, lavorativo e collaborativo. A questi temi la  service design company Logotel ha voluto dedicare il dodicesimo  quaderno di Weconomy, 'Robot-l'automazione è collaborativa?' che vede  coinvolti oltre 20 relatori, filologi, fisici, manager, filosofi e  bioingegneri, nel tentativo di disegnare un'immagine delle possibili  relazioni tra umani e tecnologia.       

Il tema, scomposto in due dimensioni, quella che descrive i risvolti  dell'evoluzione tecnologica a livello sociale e quella che ne osserva  gli effetti sulle imprese, ha visto anche il contributo di Simone  Colombo, senior manager e social & business community logotel, con un  intervento dedicato all''era cognitiva': una definizione che, quando  parliamo di intelligenza artificiale, robotica o machine learning,  permette di innescare una serie di riflessioni utili per comprendere  come l'uomo vive in questa nuova era.       

"Per dirla alla Bauman, l'era cognitiva -spiega Colombo- è uno dei  modi in cui si manifesta la 'compulsione a liquefare, fondere,  estrarre' della post-modernità in cui viviamo: una tendenza che si  manifesta in tutti gli ambiti in cui l'uomo dispiega la propria azione sul mondo, ma se questa liquefazione impatta anche sulle sue strutture conoscitive, allora le conseguenze diventano dirompenti e la  trasformazione ancora più profonda".  

"Stiamo quindi facendo -fa notare- un salto notevole:  dalla società dell'informazione siamo passati a quella della  conoscenza e adesso entriamo in questa nuova società cognitiva. La  domanda è: siamo attrezzati come esseri umani per viverla?. Abbiamo di fronte un nuova urgenza che impatta anche sul modo con cui, come  società, dalla scuola all'impresa, educhiamo, formiamo e supportiamo  le persone il mondo artificiale e quello naturale si stanno  incontrando nella nano-dimensione che apre alla connessione  fisico-digitale tra esseri umani e robot e lascia immaginare nuovi  scenari come il recente trapianto di mano bionica al Gemelli di Roma,  che abilita la paziente anche al tatto non solo alla manipolazione".       

"Ma già oggi - prosegue - ci sono uomini e donne che risparmiano  chattando con Plum, servizio che permette di gestire le proprie  finanze personali sul messanger di Facebook, che rispondono a un job  posting con 'video interviste cognitive' attraverso la piattaforma  Talview o, ancora, dottori e pazienti che interagiscono con il sistema Ibm Watson nella diagnosi e prognosi di malattie, oppure consumatori  che dialogano con applicazioni autodesk per risolvere i loro problemi  di acquisto e utilizzo dei prodotti. Nell'interazione con questi  sistemi cambia radicalmente il modo in cui formuliamo il nostro  giudizio sul vero e il falso, il giusto e lo sbagliato, il degno di  fiducia o meno, il bello e il brutto".       

Insomma, cambiano la logica, l'etica e l'estetica che ci permettono di conoscere e interagire con il mondo in tutti i campi in cui questa  interazione può avvenire. "Siamo sempre uguali e non ci saranno nuovi  esseri umani al momento -precisa sempre Colombo- ma dalla liquefazione di logica, etica ed estetica può emergere un nuovo modo utile a noi  esseri umani che viviamo e vivremo nell'era cognitiva. La  post-modernità ci porta a misurarci con una nuova realtà in cui il  giudizio su ciò che è vero, giusto e bello si esercita con un atto  unico, istantaneo e necessario". 

"Se pensiamo a noi -avverte- come consumatori, lo  sviluppo è nell'interfaccia per interagire con i twin digitali dei  prodotti che acquistiamo. Immaginiamo, ad esempio, di giocare a tennis con una racchetta capace di registrare punti di impatto, effetti e  rotazioni impresse alla pallina e direzioni dei nostri colpi.  Attraverso un'interfaccia user-friendly capace di aggregare i dati  raccolti e diagnosticare il nostro stile di gioco, interagiamo con un  sistema che suggerisce come rendere più efficaci i colpi, quali  allenamenti fare, come modificare i propri movimenti e adottare nuovi  stili di gioco. Questo 'twin digitale' della racchetta che impugniamo  ci permette di tracciare una direzione di miglioramento rispetto alla  quale valutarci".      

  L'era cognitiva promette quindi di potenziare le nostre azioni, ma  dobbiamo scegliere di giocare con le regole di questa nuova epoca,  generando i dati che servono per farla funzionare, per poi  condividerli: dobbiamo essere disposti a cambiare il modo in cui  riconosciamo la verità, accordiamo fiducia, ci facciamo emozionare dal bello.      

  "Abbiamo bisogno, tutti, di competenze -ammette Colombo - che  trascendono e liquefanno le discipline del nostro sapere e abbracciano la vita, in tutte le forme in cui si manifesta: sono le life skills,  come le definisce l'Organizzazione mondiale della sanità. Non sono  competenze nuove, ma un modo diverso di utilizzarle perché impariamo  ad esercitarle simultaneamente e passare facilmente dall'una  all'altra: pensiero critico, curiosità e iniziativa; collaborazione,  comunicazione e auto-efficienza; sperimentazione, creatività e problem solving. L'essere umano può rinnovarsi e diventare migliore nell'era  cognitiva solo crescendo insieme e contemporaneamente sia nella  capacità di comprendere sia nel desiderio di instaurare relazioni  positive sia nella volontà di ricercare modi nuovi e più efficaci di  intervenire sul mondo".