Nel 2018 il governo interverrà per ridurre il meso dell'Irpef, ''in particolare sui redditi di ceto medio'', cioè tra 30.000 euro e 60.000 euro. Lo afferma il viceministro dell'Economia, Enrico Zanetti, intervenendo al convegno 'Le prospettive del sistema fiscale'. Secondo il viceministro è arrivato il momento di rivolgere l'attenzione ai ''penultimi'', cioè coloro che appartengono al ceto medio, e che ''più di tutti hanno perso'' durante la crisi economica Quello che è stato fatto per ridurre le tasse, secondo il viceministro, ''è qualcosa di mai sufficiente ma significativo. Bisogna proseguire in quella direzione''. Parlando del futuro intervento Irpef, sui ceti medi, Zanetti dice: ''E' assolutamente giusta l'aggenzione verso gli ultimi, però prima o poi un po' di attenzione anche per i penultimi sarebbe il caso di averla''. Sono loro che ''in questi anni più di tutti anno perso''. Tra le prossime mosse del governo, in campo fiscale, ''centrale sarà la riforma della giustizia tributaria, da troppo tempo attesa''. 'Sarebbe stato giusto farla prima'' ma finalmente ''sta arrivando e anche questa sarà una riforma importantissima, che andrà nel senso di una sempre maggiore professionalizzazione del giudice tributario. Ce n'è bisogno'', dice Zanetti.  Surra riscossione ''resta da fare intervento più significativo, che attiene all'inquadramento dell'ente, che deve inserirsi in un contesto più ampio di revisione e inquadramento della nostra macchina fiscale''. Mentre i dipendenti di Equitalia dovranno avere una ''maggiore agibilità nella gestione della riscossione'', concedendo un'autonomia simile a quella dei colleghi dell'Agenzia delle entrate. Tra le diverse strutture che operano sul campo, dalla Gdf all'Agenzia delle entrate, è necessaria una ''messa a punto degli equilibri'' per ''evitare il più possibile le sovrapposizioni''. Il dipartimento delle Finanze, che in questi anni ''ha avuto un ruolo eccessivamente defilato'', sarà il coordinatore.

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