Una proposta di legge per il riconoscimento della rappresentanza tributaria ai revisori legali italiani quale  legittimo completamento delle loro competenze professionali. E' quella lanciata dall'Inrl (Istituto nazionale revisori legali),in occasione  del 2° congresso italo-europeo e che il segretario dell'Ufficio di  presidenza della Camera, Alessandro Amitrano, si è impegnato a  promuovere un incontro in commissione Finanze per presentare la  proposta e avviare l'iter parlamentare. "Con questa iniziativa da  presentare in Parlamento - ha sottolineato il presidente dell'Inrl,  Virgilio Baresi- intendiamo acquisire un diritto negato dieci anni fa  con un inspiegabile taglio nel testo di una legge, compiuto per  assecondare interessi di parte".       

"Oggi -ha affermato- forti di un dettame europeo, vogliamo acquisire i nostri legittimi spazi rispetto ad altre figure professionali con una  apposita proposta che ci auspichiamo venga condivisa da tutti gli  schieramenti politici per tutelare i contribuenti, le imprese private  e la stessa pubblica amministrazione, a garanzia della trasparenza e  delle equità, dal momento che per legge sono solo i revisori a poter  certificare e firmare i bilanci pubblici e privati. In Italia, operano 155mila revisori legali, di cui 80mila non appartenenti al sistema  ordinistico e rappresentati dall'Inrl".       

Per il vicepresidente del Parlamento europeo, Fabio Massimo Castaldo,  "quella del revisore legale è figura indispensabile: unico garante  della veridicità e rispetto delle norme in sede pubblica e privata, e  per migliorarne il lavoro, il nuovo governo dovrà tener conto della  proposta per l'ottenimento della rappresentanza tributaria in ogni  sede". "Per l'armonizzazione delle competenze professionali in Europa, è bene che l'Italia tenga conto di questa esigenza e che il governo  italiano presti la massima attenzione riguardo tale istanza",  conclude.        (

 

 

 

 

     

 

 (Sib/AdnKronos)  ISSN 2465 - 1222 05-OTT-18 13:15