Credito d’imposta per professionisti e imprese per investimenti aggiuntivi in pubblicità a partire dal giugno 2017

Trova conferma nel decreto fiscale di ottobre, la partenza del credito d’imposta sulle campagne pubblicitarie, già nel corso della seconda parte del 2017. Con qualche novità

 L’art. 57-bis D.L: 24.04.2017, n.50 ha previsto un credito d’imposta utilizzabile in compensazione, per gli investimenti pubblicitari su stampa quotidiana  e periodica, emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali. Comprese online

 L’agevolazione è sostanzialmente inedita, salvo il precedente delle campagne agevolate 2002 sui mezzi locali che aveva tutt’altra portata, essendo concessa nei limiti del de minimis

 La norma sul credito d’imposta prevede che il credito spetta a partire dal 2018, nella misura del 75% sulle spese di pubblicità incrementali rispetto all’anno precedente. Tale misura è incrementata al 90% nel caso di pubblicità commissionata da Pmi e Start up. In entrambi i casi il credito è soggetto a riparto qualora le domande eccedano le risorse a disposizione.

 La disciplina dovrà essere integrata mediante un decreto regolamentare di prossima emanazione la cui pubblicazione è attesa per la fine di ottobre. (termine ordinatorio)

 All’indomani della pubblicazione del decreto sono sorti diversi interrogativi. I principali punti oscuri riguardano la decorrenza, l’entità delle risorse a disposizione , l’applicazione alla pubblicità su mezzi digitali, la modalità del calcolo degli incrementi (se per totale o singoli mezzi),l’estensione territoriale, le modalità di riparto.

 Le risposte del legislatore con l’art.4 D.L. 16/10/2017, n.48, fermo restando l’attesa per il regolamento attuativo.

 La prima novità riguarda l’ambito temporale di applicazione che ora comprende esplicitamente non solo gli anni 2018 e successivi ma anche il periodo 24/6/2017 – 31/12/2017 con raffronto rispetto al corrispondente periodo 2016.

Viene inoltre fissato un tetto complessivo per la misura il cui sforamento determinerà il riparto tra gli aventi diritto. Tale tetto è pari a 20 milioni per il 2017 e 62,5 milioni per i 2018

 E’ infine previsto un particolare per il 2017. Il D.L. 148/2017, infatti, ha previsto per la seconda parte del 2017 un ambito dei mezzi pubblicitari meritori dell’agevolazione diverso da quello a regime. Risultano, infatti agevolati in questa prima fase gli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line. Manca quindi all’appello la pubblicità su radio e televisioni locali. Pare, invece, una precisazione di carattere generale, l’inclusione della pubblicità sulla stampa on line da intendersi, secondo alcune interpretazioni, come pubblicazioni digitali edite da editori iscritti al Roc.

 La ragione dell’avvio selettivo non è chiarissima. Gli editori della stampa (anche on line) hanno subito lamentato che qualora l’incentivo fosse entrato a regime nel 2018, si sarebbe verificato un blocco degli investimenti pubblicitari fino alla fine del 2017 anziché l’atteso effetto espansivo. E’ verosimile che il legislatore abbia valutato che questo rischio non è , invece, rilevante nel diverso mercato della pubblicità locale su radio e televisioni.

Riepilogando

Il beneficio sarà attribuito con riferimento agli investimenti pubblicitari effettuati a partire dal 24/06/2017 (entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 50/2017, ossia dal 24.06.2017),sotto forma di Credito d’imposta.

L’agevolazione è concedibile ai soggetti beneficiari solo se il valore degli investimenti effettuati supera dell’1% il valore degli analoghi investimenti sostenuti nell’anno precedente, sugli stessi mezzi di informazione.

Il credito d’imposta è concesso ad istanza di parte diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, ed è pari al:

– 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati;

– 90%, nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative.

Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione, e dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2018, da presentare nel 2019.

L’incentivo vale anche per gli investimenti pubblicitari effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017.

Il credito d’imposta si attribuisce, nel 2018, relativamente agli investimenti pubblicitari effettuati a far data dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, cioè dal 24 giugno 2017.

Requisiti soggettivi ed oggettivi

I contribuenti che possono beneficiare del bonus investimenti pubblicitari, sono:

·       Lavoratori autonomi, ivi compresi i professionisti;

·       Imprese: di qualsiasi natura giuridica.

Il bonus pubblicità 2018 spetta anche ai professionisti ma sembra che per loro possano esserci dei vincoli in più.

Da ricordare: la riforma degli ordinamenti professionali (attuata con il Dpr 137/2012) ha previsto che “è ammessa con ogni mezzo la pubblicità informativa avente a oggetto ‘’l’attività delle professioni regolamentate, le specializzazioni, i titoli posseduti attinenti alla professione, la struttura dello studio professionale e i compensi richiesti per le prestazioni” (articolo 4, comma 1).

I vincoli, potrebbero essere:

·       Bonus pubblicità solo se la campagna pubblicitaria rispetta le disposizioni del D.P.R. n. 137 del 7 agosto 2012, ovvero, di una pubblicità informativa non ingannevole, equivoca o denigratoria;

·       Pubblicità focalizzata su:

o   attività della professione;

o   specializzazione e titoli posseduti;

o   struttura del proprio studio;

o   compensi richiesti per le prestazioni professionali.

Da ricordare Si ricorda che, la definizione di “microimprese”, piccole e medie imprese è contenuta nelle fonti legislative comunitarie.

In particolare, ci si deve rifare alla raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003 (pubblicata nella G.U.U.E. n. L 124 del 20 maggio 2003) che effettua distinzioni basate sul numero di dipendenti di una società e sul suo fatturato o bilancio annuo e, precisamente:

– microimpresa: meno di 10 dipendenti e un fatturato (la quantità di denaro ricavato in un periodo specifico) o bilancio (un prospetto delle attività e delle passività di una società) annuo inferiore ai 2 milioni di euro;

– piccola impresa: meno di 50 dipendenti e un fatturato o bilancio annuo inferiore a 10 milioni di euro;

– media impresa: meno di 250 dipendenti e un fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro o un bilancio inferiore a 43 milioni di euro.

Calcolo bonus pubblicità: in entrambi i casi, le aliquote si applicano al valore incrementale.

Il credito sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione, mediante il modello F24, previa istanza diretta al dipartimento per l’Informazione e l’editoria della presidenza del Consiglio dei ministri.

Come calcolare l’incremento

  1. Individuare l’ammontare degli investimenti pubblicitari sostenuti dall’entrata in vigore della legge di conversione (24 giugno 2017);
  2. Comprovare l’effettivo sostenimento: sarà utile analizzare il piano dei conti della società e le fatture di acquisto dei servizi pubblicitari;
  3. Riclassificare i costi in funzione del canale mediatico attraverso il quale la pubblicità è stata diffusa;
  4. Effettuare la stessa analisi per gli analoghi investimenti sostenuti nell’anno precedente;
  5. Comparare i valori dei due esercizi, determinando l’incremento dell’1%;
  6. Presentare l’istanza di fruizione del credito;
  7. Contabilizzare il credito nell’esercizio di competenza dei costi;

h.     Utilizzare il credito in compensazione tenendo conto dell’eventuale decorrenza della sua fruizione.

Esempio

La Alfa srl ha effettuato nell’anno N spese pubblicitarie per un importo pari a € 20.000. Per poter usufruire del bonus pubblicità nell’anno n + 1 deve sostenere almeno un importo pari a € 20.200 (20.000 + 1%). Ipotizzando che nell’anno n + 1 ha effettuato spese pubblicitarie per € 27.000 il credito d’imposta alla stessa spettante risulta pari a € 5.250 [(27.000 – 20.000) x 75%].

Obiettivi

·       Incentivare le imprese e i lavoratori autonomi ad impiegare strumenti pubblicitari al fine di accrescere e sviluppare la propria attività;

·       Sostenere “il comparto dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale.

La manovra prevede anche un bando  annuale per l’assegnazione di finanziamenti alle imprese editrici di nuova costituzione, che sarà istituito con decreto ministeriale, per favorire la realizzazione di progetti innovativi.

Ha collaborato Maria Benedetto – commercialistatelematico.it