Una guida del decreto Dignità a portata di circolare, grazie alla Fondazione studi consulenti del lavoro che  propone anche soluzioni migliorative del testo in discussione in  Parlamento. "Il decreto Dignità, entrato in vigore il 14 luglio 2018,  esplica da sabato scorso -spiega la Fondazione studi- i suoi effetti.  Tutte le modifiche in esso contenute devono essere applicate  immediatamente, non solo ai nuovi contratti a tempo determinato, ma  anche a quelli già in essere, che dovranno essere rinnovati o  prorogati seguendo le novellate disposizioni in materia di causalità e durata".       

"La mancanza -avverte- di una disposizione transitoria comporta, però, diverse criticità sia di sistema che di effetti. Ma crea anche  problematiche di coordinamento tra la normativa modificata e quella  nuova".        "

Desta perplessità -commenta- l'estensione al contratto di  somministrazione a termine della nuova disciplina sui rapporti a tempo determinato, atteso che sino ad oggi tale formula contrattuale ha  rappresentato una efficace lotta al precariato, anche perché istituto  particolarmente costoso e tutelato. Così come la reintroduzione della  causale potrebbe sfociare in un aumento del contenzioso giudiziario  giuslavoristico, provocato dalla ricerca discrezionale di un concetto  astratto di causalità".

- Per la Fondazione studi dei consulenti del lavoro, "di  maggiore interesse risulta la normativa in materia di contrasto alla  delocalizzazione delle imprese e di salvaguardia dei livelli  occupazionali".       

In effetti, sottolinea, "la nuova regolamentazione viene a riempire un vuoto legislativo, che risponde ad esigenze di giustizia sostanziale e che contrasta il fenomeno del dumping contrattuale e sociale".       

"Tuttavia -fa notare nella circolare- non si comprende il motivo per  cui il legislatore abbia voluto prevedere la decadenza del beneficio  (derivante da aiuti di Stato) in presenza di una riduzione dei livelli occupazionali in misura superiore al 10%, escludendo solo le ipotesi  riconducibili a giustificato motivo oggettivo e non anche quelle  derivanti da legittimi licenziamenti disciplinari".       

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la straordinaria necessita' e urgenza di attivare con immediatezza misure a tutela della dignita' dei lavoratori e delle imprese, introducendo disposizioni per contrastare fenomeni di crescente precarizzazione in ambito lavorativo, mediante interventi sulle tipologie contrattuali e sui processi di delocalizzazione, a salvaguardia dei livelli occupazionali ed operando semplificazioni fiscali per professionisti e imprese; Ritenuta la straordinaria necessita' e urgenza di introdurre strumenti volti a consentire un efficace contrasto alla ludopatia; Ritenuta la straordinaria necessita' e urgenza di adottare misure ai fini del regolare inizio dell'anno scolastico 2018/2019; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 2 luglio 2018; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze; Emana il seguente decreto-legge: Art. 1 Modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato 1. Al decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 19: 1) il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. Al contratto di lavoro subordinato puo' essere apposto un termine di durata non superiore a dodici mesi. Il contratto puo' avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i ventiquattro mesi, solo in presenza di almeno una delle seguenti condizioni: a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attivita', ovvero esigenze sostitutive di altri lavoratori; b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attivita' ordinaria.»; 2) al comma 2, primo e terzo periodo, la parola «trentasei» e' sostituita dalla seguente: «ventiquattro»; 3) il comma 4 e' sostituito dal seguente: «4. Con l'eccezione dei rapporti di lavoro di durata non superiore a dodici giorni, l'apposizione del termine al contratto e' priva di effetto se non risulta da atto scritto, una copia del quale deve essere consegnata dal datore di lavoro al lavoratore entro cinque giorni lavorativi dall'inizio della prestazione. L'atto scritto contiene, in caso di rinnovo, la specificazione delle esigenze di cui al comma 1 in base alle quali e' stipulato; in caso di proroga dello stesso rapporto tale indicazione e' necessaria solo quando il termine complessivo eccede i dodici mesi.»; b) all'articolo 21: 1) prima del comma 1, e' inserito il seguente: «01. Il contratto puo' essere rinnovato solo a fronte delle condizioni di cui all'articolo 19, comma 1. Il contratto puo' essere prorogato liberamente nei primi dodici mesi e, successivamente, solo in presenza delle condizioni di cui all'articolo 19, comma 1. I contratti per attivita' stagionali, di cui al comma 2, possono essere rinnovati o prorogati anche in assenza delle condizioni di cui all'articolo 19, comma 1.»; 2) al comma 1, la parola «trentasei», ovunque ricorra, e' sostituita dalla seguente: «ventiquattro», la parola «cinque» e' sostituita dalla seguente: «quattro» e la parola «sesta» e' sostituita dalla seguente: «quinta»; c) all'articolo 28, comma 1, le parole «centoventi giorni» sono sostituite dalle seguenti: «centottanta giorni». 2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonche' ai rinnovi e alle proroghe dei contratti in corso alla medesima data. 3. Le disposizioni di cui al presente articolo, nonche' quelle di cui agli articoli 2 e 3, non si applicano ai contratti stipulati dalle pubbliche amministrazioni, ai quali continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

 

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