Rigenerazione, rinnovabilità, re-design.  Sono le tre R di Novamont per la decarbonizzazione, scelta strategica  che caratterizza il progetto di bioeconomia che conta ormai tre  decenni.    Catia Bastioli Ad Novamont (nella foto)  

RIGENERAZIONE - Novamont - spiega l'azienda in una nota - ha  continuato il suo impegno per la decarbonizzazione dell'economia  attraverso processi produttivi altamente integrati, l'efficientamento  energetico, il supporto delle fonti energetiche rinnovabili, la messa  a punto di prodotti e soluzioni in grado di risolvere i problemi  connessi alla gestione dei rifiuti. Nel 2017 questi impegni hanno  permesso un saving di 54.000 tonnellate di CO2, pari al traffico di  circa 28.000 city-car in un anno, grazie all'impiego di energia  elettrica 100% da fonti rinnovabili, alla centrale co-generativa di  Mater-Biotech e al recupero energetico del biogas.       

Sul tema del littering, l'azienda ha aderito al programma  internazionale 'Operation Clean Sweep' implementando il programma zero granuli di plastica dispersi nell'ambiente. Nell'ottica della  riduzione del consumo del suolo, poi, è improntata la politica di  riconversione di impianti tradizionali non più competitivi o dismessi  (i siti produttivi di Mater-Biopolymer, Mater-Biotech e Matrica, in  joint venture, sono un esempio di questo impegno). 

RINNOVABILITÀ - La politica di Novamont nella produzione del Mater-Bi è quella di approvvigionarsi, ove possibile, di  costituenti e materie prime di origine biologica (dette bio-based)  cioè derivate da vegetali e prodotte in filiere altamente integrate  con il territorio. I processi sotto il diretto controllo del gruppo  Novamont partono dalla fase agricola (sperimentazioni sulle oleaginose come cardo e cartamo),passano per la produzione degli intermedi 100%  rinnovabili (biobutandiolo e acido azelaico),del biopoliestere  (Origo-Bi) sino ad arrivare al prodotto finito (Mater-Bi),in totale  quattro livelli (Tier 4).       

RE-DESIGN - L'obiettivo del gruppo Novamont è sempre stato quello di  offrire sistemi a più basso impatto ambientale in cui i bioprodotti  possano svolgere un ruolo strategico per il ridisegno di sistemi. Come nel caso dello sviluppo delle raccolte differenziate dell'organico.  Attualmente circa 60 kg/anno/abitante di frazione organica (dei 150  kg/anno/abitante disponibili) sono trasformati in compost di qualità.      

  Un incremento della quota intercettata, grazie all'impiego di  bioplastiche biodegradabili e compostabili - sottolinea l'azienda -  permetterebbe di attivare una serie di meccanismi virtuosi come: il  raggiungimento dell'obiettivo '10% di rifiuti solidi urbani in  discarica entro il 2035' (aggiornamento della Direttiva Discariche  1999/31/EC) e la riduzione di gas serra derivanti dalla frazione  organica smaltita in discarica; l'incremento occupazionale legato alla filiera di raccolta e valorizzazione della frazione organica; la  riduzione delle emissioni di gas serra del comparto agricolo derivanti dall'applicazione del compost; il supporto allo sviluppo di  un'agricoltura sostenibile (corretta gestione della Soil Organic  Matter o Som).   

Sul fronte dei progetti di sviluppo di Novamont, c'è  First2Run. Obiettivo: dimostrare la sostenibilità tecnica, economica e ambientale di una bioraffineria integrata altamente innovativa, in cui colture oleaginose a basso input (per esempio il cardo),coltivate in  zone aride e/o marginali, vengono impiegate per l'estrazione di oli  vegetali da convertire attraverso processi chimici in biomonomeri ed  esteri per la formulazione di bioprodotti quali biolubrificanti,  cosmetici, plastificanti e bioplastiche.       

Effective: dimostrare percorsi economicamente validi per la produzione di poliammidi e poliesteri a base biologica da materie prime  rinnovabili sostenibili (zuccheri e oli) verso l'ottenimento di fibre  e film con proprietà migliorate, competitività sul mercato e maggiore  sostenibilità.    

- Progetto Cometa: valorizzazione delle colture  mediterranee di Authoctonus attraverso tecnologie avanzate di chimica  verde.       

Progetto Embraced: dimostrazione, in un ambiente industriale, di un  modello replicabile, economicamente valido ed ecologicamente  sostenibile di bioraffineria integrata basata sulla valorizzazione  della frazione cellulosica dei rifiuti AHP post-consumer nella  produzione di building blocks, polimeri e fertilizzanti a base  biologica.  

 

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