(nella foto Carmine Petolicchio co-fondtore di Maqer)

Abbiamo pensato ad una rubrica sul credito, per dare un contributo concreto alle ricorrenti questioni finanziarie che riguardano le famiglie e le imprese, soprattutto le PMI.

Per questo motivo, prima di discutere dei singoli argomenti, che diventeranno pratiche guide operative per gli utenti, pensiamo sia opportuno inquadrare le situazioni che portano alcuni soggetti ad indebitarsi ed altri a prestare danaro.

I primi sono i clienti, i secondi le banche e le società finanziarieOgni parte in causa ha i propri motivi e i propri interessi, molte volte questi collimano, in altri casi confliggono. A seconda di ciascuna di queste situazioni gli approcci sono diversi, così come gli strumenti da utilizzare.

Facciamo un esempio: se viene erogato un mutuo ad una famiglia, per l’acquisto di una casa, ci troviamo di fronte ad un investimento che migliora la vita di quella famiglia; ma, se il mutuo viene erogato per pagare altri debiti già assunti, seppur l’operazione finanziaria appare simile, l’approccio delle parti in causa è completamente diverso: il tasso è più alto, l’attenzione alle condizioni, da parte del cliente, è minore, spesso a causa della peggiore situazione finanziaria dello stesso. Inoltre, la motivazione della parte erogante potrebbe anche essere viziata dalla necessità di recuperare un vecchio credito scaduto.

Il nostro obiettivo è quello di far crescere la consapevolezza della “parte debole” quando decide di farsi prestare denaro dal sistema finanziario.

Sia ben chiaro, spesso sono i clienti ad ingannare le banche o a non fermarsi ai primi declini, anche motivati, in molti casi con la complicità di qualche operatore che ne trae profitto o che pensa, per incompetenza, di essere utile al suo cliente se riesce “a tutti i costi” a fargli ottenere il nuovo finanziamento.

Per questo motivo, consigliamo sempre ai nostri clienti di comprendere bene se e in che modo è conveniente indebitarsi oppure come gestire le difficoltà di rimborsare i prestiti in corso.

La prima cosa da fare è una verifica della situazione finanziaria; per i privati è più semplice, per le imprese più complicato, se non ci si rivolge ad un esperto.

L’analisi finanziaria può determinare due scenari:

1) per il cliente è conveniente indebitarsi, in quanto ne trae un beneficio che può essere di natura finanziaria, nel caso in cui i soldi presi in prestito determineranno per lui un maggior guadagno, o di natura sociale, quando migliora il suo standard di vita;

2) per il cliente non è opportuno indebitarsi, in quanto il nuovo prestito peggiorerebbe la sua situazione finanziaria, senza nessun reale beneficio a medio-lungo termine.

Ovviamente, i due scenari pretendono scelte e azioni diverse, per salvaguardare il benessere futuro di chi deve attuarle.

Nel caso in cui per il cliente sia vantaggioso indebitarsi, il sistema finanziario procede ad una verifica della capacità di indebitamento del cliente, valutando gli elementi che rientrano nelle cosiddette “policy di credito” del sistema che variano a seconda se il cliente è privato o azienda.

Per i privati: a) reddito del nucleo familiare; b) costi correnti di sostentamento del nucleo familiare; c) totale delle rate di altri prestiti in corso e il residuo debito;

Per le aziende: a) redditività e patrimonio aziendale; motivazione della richiesta; impatto del nuovo debito sull’equilibrio finanziario dell’azienda.

In entrambi i casi, la storia creditizia dei clienti, cioè la loro puntualità nella restituzione di prestiti e il loro corretto utilizzo è determinante per la delibera positiva della richiesta.

Nel caso in cui, invece, un ulteriore debito fosse deleterio per il cliente, soprattutto se necessario a coprire altri debiti, finanziari o commerciali, le attività da porre in essere sono diverse e probabilmente passano attraverso una rinegoziazione, anche a stralcio, dei debiti correnti, con procedure che possono essere stragiudiziarie o anche giudiziarie.

Nel campo aziendale, la legge fallimentare tutela le aziende in difficoltà e i loro fornitori, attraverso percorsi e procedure graduali, tendenti al salvataggio dell’impresa. Sono esclusi, però, i professionisti, le aziende agricole e le microimprese che, congiuntamente, non superino i seguenti requisiti: fatturato inferiore a 200.000,00 €, attivo patrimoniale superiore a 300.000,00 € e debiti superiori a 500.000,00 €.

Questi soggetti, insieme a famiglie e consumatori, sono stati, però ricompresi da una nuova legge, la n. 3 del 2012, cosiddetta legge sul Sovraindebitamento, che, finalmente, consente anche a queste nuove categorie di tutelare il proprio futuro.

La nostra rubrica, dunque, si occuperà di illustrare queste opportunità e di spiegare come presentarsi in modo adeguato e consapevole al sistema bancario e finanziario e come tutelare i propri interessi.

 

Le prossime Guide:

Come accedere al credito

La legge 3/12 del Sovraindebitamento

Il Rating bancario

I consulenti del credito

Le anomalie bancarie

 

 

per informazioni su Maqer - società di consulenza  www.maqer.it

 

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