L'Associazione italiana  chiropratici in una nota "si congratula con le istituzioni per  l'approvazione definitiva della riforma delle professioni sanitarie e  riconosce il buon lavoro svolto da Mario Marazziti", presidente della  Commissione Affari sociali della Camera, "per gli importanti  cambiamenti apportati al sistema delle professioni sanitarie  attraverso l'approvazione definitiva in Senato del Ddl Lorenzin".       

"D'ora in poi, grazie al lavoro svolto dalle istituzioni - sottolinea  il presidente dei chiropratici, John Williams - il riconoscimento  delle nuove professioni sanitarie sarà svincolato dalle pratiche  consolidate di vecchia concezione. Per troppo tempo, infatti, le nuove categorie professionali hanno dovuto confrontarsi con un sistema  fondato su 'elargizioni' di prerogativa politica; della continua  ricerca dell'appoggio politico giusto, o, ancora, del beneplacito di  categorie professionali già esistenti, chiamate a pronunciarsi sulla  possibilità di riconoscere altre professioni". Ora, invece, grazie  alla riforma delle professioni sanitarie "si prefigurano tempi certi e passaggi di responsabilità ben definiti tra le istituzioni  competenti".       

"Dopo aver vissuto sulla propria pelle le anomalie del vecchio sistema legislativo per ben 10 anni - si legge nella nota - la chiropratica,  già riconosciuta attraverso una legge del 2007, sarà la prima  professione sanitaria a partecipare alla nuova procedura di  regolamentazione professionale".  

I chiropratici sono dei professionisti  laureati e si occupano dei problemi di salute delle persone nella  maniera più olistica e globale possibile: non solo trattando i sintomi di una patologia, ma cercando di individuare tutte le concause che li  determinano per evitare che diventino cronici. I chiropratici sono  riconosciuti soprattutto per i loro interventi terapeutici sulla  colonna vertebrale, ma anche per tutte le articolazioni del corpo, la  muscolatura e i problemi bio-psico-sociali che provocano tali  disfunzioni dell'apparato neuro muscolo scheletrico.       

Negli Usa il corso universitario per ottenere il titolo di dottore  chiropratico dura 8 anni, in Europa c'è una laurea magistrale di 5  anni: il titolo è riconosciuto e regolamentato in 16 Paesi europei, ma esiste in quasi tutti e 28 Stati membri dell'Unione.       

In Italia, invece, il corso universitario per diventare dottore  chiropratico non c'è ancora. "La legge 244 del 2007 -ricorda John  Williams- ha disciplinato la figura del chiropratico definendolo  professionista sanitario primario, ha previsto la necessità di una  specifica laurea magistrale per il conseguimento del titolo di dottore in chiropratica e ha previsto l'istituzione di un registro presso il  ministero della Salute, che avrebbe dovuto essere attuato con  regolamento entro 6 mesi dall'entrata in vigore, ma ad oggi tale  regolamento non è stato ancora emanato". Nel frattempo, annuncia  Williams, "la più grande università americana, la Life University ha  deciso di aprire un corso di laurea a Roma. Prenderà il via nel 2019 e sarà una laurea della durata di 8 anni: tre anni di prerequisiti  (molto simili a quelli degli studenti di medicina) e 5 anni di corso  chiropratico".