Passano da 1.643.000 circa a 2.322.472,  nonostante la crisi economica. Possono essere considerati dei punti  nevralgici del Sistema Paese in tutti i settori: istituzioni,  comunicazione, processi economici, commercio, supporto alla società.  Sono i professionisti italiani secondo quanto emerge dal Rapporto  Cresme 2017 su 'Il valore sociale ed economico delle libere  professioni', di cui una un'anteprima è stata presentata oggi durante  la manifestazione 'L'equo compenso è un diritto' al Teatro Brancaccio  di Roma.       

Secondo il Rapporto, l'evoluzione demografica attuale e la complessità delle richieste che provengono dalla società richiedono un numero  maggiore di professionisti. Così come una maggiore competenza nei  diversi settori. Rispetto ai bisogni sociali dei prossimi anni, si  pensi ad esempio al tema della 'non autosufficienza', per esempio, è  prevedibile un aumento della domanda dei professionisti afferenti alle professioni socio-sanitarie.       

Mentre le nuove normative legate alla riforma del welfare (welfare  aziendale, norme sul 'dopo di noi', riforme del Terzo settore)  coinvolgeranno sempre di più le professioni strettamente connesse  all'area giuridico economica. Anche se la crisi economica ha  pesantemente colpito gli studi professionali, negli ultimi dieci anni, il numero degli iscritti agli albi è progressivamente aumentato.

"Gli iscritti agli albi -commenta il presidente del  Consiglio nazionale dell'ordine degli attuari, Giampaolo Crenca-  vivono il Paese, leggono le criticità e sono qualificati consiglieri  per le soluzioni ai problemi attuali. È fondamentale intercettare e  coordinare queste risorse".       

Tornando alla fotografia scattata dal Centro di ricerca sulle  professioni aderenti al Cup la maggior parte dei professionisti è  donna e l'incidenza dei giovani è importante. Il 31% ha, infatti, meno di quarant'anni. Ciò richiederà un forte ricambio generazionale nei  prossimi anni. Sarà pertanto importante investire nella preparazione  dei giovani professionisti ponendo particolare attenzione  all'adeguatezza del sistema universitario rispetto alle competenze  oggi richieste. Altrettanto importante sarà l'attenzione da porre alla governance del processo e alla qualità della formazione continua.       

Incrociando diverse fonti informative e utilizzando i risultati  dell'indagine campionaria Cup/Cresme sulla dimensione degli studi  professionali in termini di addetti, è possibile stimare la dimensione occupazionale relativa al settore delle professioni. Erano circa 300  mila gli studi professionali italiani nel 2016 con 1,3 milioni di  addetti, tra soci, collaboratori esterni e dipendenti. Considerando  anche che gli iscritti agli albi svolgono la professione come  dipendenti al di fuori degli studi professionali, nel Servizio  sanitario nazionale, ad esempio, o nel settore privato, si arriva a  una stima occupazionale pari a quasi due milioni di addetti (1,91  milioni),corrispondente all'8,4% dell'occupazione complessiva nella  media del 2016. Il 43% dei professionisti aderenti al Cup opera in  forma autonoma. 

Venendo alle sfide future, interdisciplinarietà e  collaborazione rappresentano il futuro delle professioni. La  possibilità di essere sussidiari rispetto ad alcune attività  tipicamente pubbliche potrebbe consentire, con lo sviluppo di studi  associati e società di professionisti interdisciplinari, una 'presa in carico' non del singolo bisogno o esigenza espressa dal cittadino, ma  della persona stessa in quanto tale.       

Sul fronte interno alle professioni, invece, se oggi la promozione  dell'attività dei professionisti si basa ancora molto sul  'passaparola' in futuro sarà necessario guardare con più attenzione  alle nuove tecniche di marketing. Il contesto attuale, fortemente  influenzato da internet, impone di valutare nuove strategie per  promuovere l'attività professionale.       

Quest'ultima, infatti, oggi deve fare i conti con una tassazione  pesante, i mancati pagamenti, la concorrenza 'selvaggia'. Tutte  circostanze che più hanno influito nella crisi economica dei  professionisti e che per il futuro impongono una forte spinta al  cambiamento.   

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