Lauree professionalizzanti al  via a Modena. Questo grazie alla sinergia tra l'Università di Modena e Reggio Emilia e il Collegio dei periti industriali di Modena e di  Reggio Emilia. Alcuni giorni fa è stata firmata la convenzione quadro  definitiva che identifica i collegi di Modena e Reggio Emilia come  principali interlocutori tecnici in questo percorso: quelli di Modena  e di Reggio Emilia sono tra i primi collegi in Italia ad avere  formalizzato un accordo con un ateneo. Per il decollo si attende ora  solamente l'approvazione da parte del Miur. Così il territorio locale  si dota di un proprio modello di formazione terziaria  professionalizzante, così come avviene all'estero già da anni.       

Il protocollo attuativo di questo primo corso di laurea sperimentale  prevede per Unimore un progetto didattico in grado di avvicinare  davvero gli studenti al mondo del lavoro. Si tratta della 'Laurea  professionalizzante in Ingegneria per l'industria intelligente', un  progetto didattico triennale inserito nella classe di laurea L9  (Ingegneria Industriale),che avrà sede presso il dismi, dipartimento  di Scienze metodi dell'Ingegneria di Reggio Emilia.       

L'obiettivo è la formazione di professionisti tecnici laureati ad alto profilo professionale in ingegneria industriale, che possano essere  rapidamente inseriti negli uffici tecnici delle aziende, nelle  attività libero professionali, negli studi professionali, o entrare  direttamente in azienda per occuparsi di sviluppo prodotto e supporto  al cliente, di ingegneria di produzione o di logistica. Fondamentale è la parte operativa: un terzo delle ore del percorso, cioè l'intero  ultimo anno, saranno dedicate a un tirocinio 'sul campo' da parte  dello studente.        

Unimore, attraverso una specifica ricerca, ha  individuato quale prima necessità del nostro bacino imprenditoriale  l'attivazione di un corso di ingegneria di produzione e logistica  inerente lo sviluppo del prodotto e il supporto al cliente da proporre in questa prima fase nella sede di Reggio Emilia, dove ha sede  Ingegneria meccatronica. Soddisfatto il vicepresidente del Collegio  dei periti industriali di Modena, Carlo Alberto Bertelli, referente  per i rapporti con l'università: "Volevo ringraziare innanzitutto il  rettore Andrisano per il supporto in questi 14 mesi di contatti  continui fra noi e il dipartimento di ingegneria; l'istituzione di  questo corso è un ulteriore passo verso quella rivoluzione auspicata  dal nostro congresso a Roma nel 2014 nel quale si scelse la difficile  strada dell'elevazione del titolo di studio per l'iscrizione al nostro albo e il raggiungimento obbligatorio di quel EQF6 che ci permette in  Europa di continuare ad essere professione intellettuale".       

"Dal 2021 -avverte- chi si vorrà iscrivere all'Ordine dovrà essere in  possesso di una laurea triennale che ora potrà essere quella  professionalizzante, come da tempo è in Francia e Germania. Abbiamo  coadiuvato Unimore alla realizzazione del piano di studi di questo  corso prototipo che vede finalmente, in questo caso attraverso il  nostro intervento diretto, materie quali 'Conoscenza delle normative  sulla sicurezza negli ambienti di lavoro', 'Conoscenza normative di  prevenzione incendi per le strutture e immobili e attrezzature  tecnologiche' e anche 'Grammatica e sintassi della lingua inglese per  termini tecnici dell'ingegneria'.       

"Il terzo e ultimo anno sarà dedicato all'inserimento on the job degli studenti: chi vorrà diventare perito industriale laureato potrà  esercitare il suo tirocinio per 60 cfu presso uno studio professionale di un nostro collega e tale periodo verrà considerato a tutti gli  effetti valido per l'ammissione all'esame di stato ai fini  dell'iscrizione al nostro albo. Il numero iniziale degli studenti a  cui sarà permesso affrontare questo percorso non fa tremare i polsi ma è l'inizio di un nuovo percorso che finalmente avvicina imprese del  territorio e giovani con aspirazioni alla tecnica ingegneristica  pratica", conclude.