Dalle bonifiche dei suoli all'energia, dal dissesto idrogeologico al geoturismo, dal rischio terremoti alla risorsa acqua. Da domani fino a sabato 30 aprile, al via a Napoli il primo congresso nazionale dei geologi. I professionisti lanceranno proposte concrete da consegnare al governo in materia di siti inquinati e discariche, Protezione civile, geoparchi, geositi, università, professione e società, geoscambio, energia, alluvioni, pianificazione, attività estrattive e, inoltre, anche temi importanti riguardanti la professione come quello del geologo progettista. Interverranno il presidente Consiglio nazionale dei geologi, Francesco Peduto, Umberto del Basso De Caro, sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Silvia Velo, sottosegretario al ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Fulvio Bonavitacola, vicepresidente Regione Campania con delega all'Ambiente e all'Urbanistica, Massimo Inguscio, presidente Cnr.   In primo piano anche il rischio sismico. ''Si stima che -spiega Domenico Angelone, consigliere nazionale dei Geologi- tre milioni di italiani vivano in zone a elevata sismicità, soprattutto lungo la dorsale appenninica del Centro e Sud Italia (dalle Marche alla Calabria fino alla Sicilia),quasi 21 milioni in aree a media sismicità, più di 15 milioni e mezzo in aree a bassa sismicità e circa 20 milioni in aree a sismicità minima''. ''Con il decreto Abruzzo-Programma nazionale di prevenzione del rischio sismico -avverte Nicola Tullo, presidente dell'Ordine dei geologi dell'Abruzzo- per la prima volta è stato istituito un Fondo con risorse statali per finanziare attività di prevenzione del rischio sismico su tutto il territorio nazionale".   "Lo Stato -continua- riconoscendo nella microzonazione sismica un tassello fondamentale nella prevenzione e nella riduzione del rischio sismico ai fini della pianificazione territoriale, della progettazione sismica, della pianificazione dell'emergenza e della ricostruzione post-sisma, ha deciso di cofinanziare un programma per permettere a tutti i comuni a media e alta sismicità di poter eseguire studi di microzonazione sismica dei centri abitati''. "Si è dato così avvio -rimarca Tullo- a un grande cantiere di 'conoscenza geologica del territorio' che sta impegnando numerosi geologi in tutta Italia, anche se in maniera disuniforme e talvolta con ritardi, con affidamenti a soggetti diversi dai geologi liberi professionisti, con la difficoltà di tanti comuni di cofinanziare gli studi

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